Primo scossone per Musumeci, arrestato un neoeletto dell'Udc. M5s "Il governatore si dimetta"

. Politica

Neanche il tempo di insediarsi e per Nello Musumeci, neo-governatore della Sicilia per il centrodestra, arriva il primo scossone insieme, a stretto giro, al primo invito a dimettersi rivoltogli dai Cinquestelle. Stamane è stato infatti arrestato per associazione a delinquere ed evasione fiscale da un milione e mezzo di euro Cateno De Luca dell'Udc - in lista con Musumeci con la sua 'Sicilia vera' - appena rieletto all'assemblea regionale con oltre 5.000 voti. Venerdi sera, nel comizio conclusivo della campagna elettorale, De Luca, ex-sindaco di Fiumedinisi nel Messinese, aveva annunciato la sua intenzione di candidarsi a sindaco di Messina. L'Udc si è detta certa che De Luca saprà dimostrare la sua innocenza e spiegare le sue ragioni alla magistratura ma Rosy Bindi, presidente Pd dell'Antimafia, ha definito l'arresto di oggi un fatto "gravissimo" ed ha confermato quanto i Cinquestelle hanno sostenuto nel corso della campagna per le regionali e cioè che Cateno De Luca è nella lista dei cosiddetti impresentabili del centrodestra. Proprio per questo Giancarlo Cancelleri, arrivato secondo nella corsa alla presidenza della Regione per i Cinquestelle, con un post sul blog di Grillo ha chiesto a Musumeci di chiedere scusa ai siciliani "per quest'onta indelebile" e di "dimettersi subito assieme a tutti gli altri impresentabili eletti l'altro giorno".

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA
Puoi leggerci da Smartphone e Tablet Pc direttamente su Google Play Edicola

 

 
 





IL PERSONAGGIO / "Scateno", il golden boy candidato a tutto

"Pervicacia criminale e spregiudicatezza": così descrive l'operato di De Luca il gip del tribunale di Messina Monia De Francesco che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare nei confronti del neo-eletto deputato Udc, finito questa mattina ai domiciliari per associazione per delinquere e un'evasione fiscale da un milione e 750mila euro che ha portato al sequestro preventivo per equivalente dei beni di De Luca e dell'altro arrestato, quello che gli inquirenti considerano il suo braccio destro e prestanome, Carmelo Satta, oltre che dei beni mobili e immobili della Caf Fenapi, la società di consulenza fiscale della Federazione nazionale piccoli imprenditori attorno alla quale girava un reticolo di società, tutte controllate da De Luca, che avrebbero permesso di evadere imposte per quasi due milioni di eur

Potrebbero interessarti:

Aggiungi commento

Tutti i lettori possono manifestare il proprio pensiero nelle varie sezioni del sito. Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere il proprio parere su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i commenti che risulteranno essere in contrasto con i principi esposti nel Disclaimer non verranno pubblicati.



Aggiorna