Renzi dopo la sberla siciliana, "Non mollo". E intanto Grasso...

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Dopo la sconfitta del Pd in Sicilia, solo terzo dopo il Centrodestra vittorioso e il M5s incoronato dal voto come primo partito dell'isola, Matteo Renzi deve guardarsi dall'accerchiamento - dentro e fuori il Nazareno - di chi vorrebbe che si facesse da parte in quanto grande sconfitto. Ma il segretario Pd non molla e la sua risposta a chi vuole metterlo da parte somiglia più ad un 'rilancio'che ad una semplice riflessione, un rilancio con l'obiettivo sempre più ambizioso, ma per molti data la situazione velleitario, di raggiungere il 40% alle prossime politiche. Non da solo naturalmente - qui le aperture dopo gli insuccessi elettorali dal referendum in poi che sono stati il frutto di una politica centrata sull''uno contro tutti' -  - ma con i 'compagni di viaggio', cioè con le alleanze a sinistra e al centro. Compagni di viaggio per ora ipotetici ai quali è rivolto il suo messaggio dopo la sberla siciliana. "Non abbiamo veti verso nessuno, noi. Ma basta litigi. Se il Pd fa il Pd e smette di litigare al proprio interno - dice Renzi - possiamo raggiungere, insieme ai nostri compagni di viaggio, la percentuale che abbiamo preso nelle due volte in cui io ho guidato la campagna elettorale: il 40%, raggiunto sia alle Europee che al Referendum". E poi rivolto agli avversari interni ed esterni perchè non si facciano illusioni afferma : "Sono mesi che cercano di mettermi da parte, ma non ci riusciranno nemmeno stavolta. Qui non si molla di un centimetro". Quanto al voto in Sicilia dice: "Ha vinto la destra, tanto di cappello. Il Pd ha perso ma anche il M5s. Per loro inizia un periodo molto duro". Comunque il Pd è in subbuglio e parlare della leadership di Renzi come del segretario Pd uguale candidato premier (come prevede lo statuto) non è più un tabù. A sinistra del Pd con Mdp delusa dallo scarso risultato ottenuto da Fava esce un pò allo scoperto Pietro Grasso, molto polemico con Nazareno anche in risposta agli attacchi ricevuti. Bersani e D'Alema lo vedrebbero bene come leader di una ipotetica lista di centrosinistra: "Cerchiamo una persona che abbia un profilo civico e di sinistra... Perciò Grasso ci starebbe da dio!" così a modo suo Bersani ha lanciato la candidatura del presidente del Senato che si sta muovendo e ieri a palazzo Giustiniani ha incontrato Giuliano Pisapia, leader di Campo progressista. E oggi Grasso ha detto la sua su un "paese stanco" al quale va data una"speranza". "L'ansia di cambiamento che esprimono uomini come Falcone e Borsellino, è ciò che anche oggi ci deve spingere a cambiare e migliorare questo Paese che appare stanco e deluso e a cui dobbiamo dare speranza" le parole di Grasso alla presentazione del libro "Noi, gli uomini di Falcone" di Angiolo Pellegrini.

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