Guerra a Gheddafi: Napolitano "scarica" responsabilità ma Berlusconi nel 2011 di lui disse: "E' impazzito". Per Salvini andrebbe "processato"

. Politica

Le parole con le quali Re Giorgio, in un'intervista a Repubblica, ha allontanato da se' la responsabilità per la guerra Gheddafi del marzo del 2011, scaricandola su Silvio Berlusconi, hanno scatenato un autentico putiferio. Anche perché le cose non andarono esattamente come riportate da Napolitano. Era la sera del17 marzo del 2011 quando Sarkozy grazie all'appoggio dell'America di Obama e degli inglesi, decise la "sua guerra". Berlusconi era in grave crisi, accerchiato dallo stesso Napolitano che teneva i contatti con Sarkozy e con la Merkel, per preparare un diverso scenario per l'Italia. Quello che di li a poco porterà Monti a palazzo Chigi. Quella sera del 17 marzo si festeggiava all'Opera di Roma la festa per i 150 anni della Repubblica italiana. C'erano tutti. Così' si svolse, in una saletta appartata, un vertice per valutare la situazione che stava precipitando. Berlusconi, riferirono, alcuni dei presenti, ne usci dopo pochi minuti, stravolto, esclamando a mezza bocca: "Quello e'i mpazzito, vuole bombardare Gheddafi. Io non ci sto, stasera mi dimetto". Poi non si dimise e probabilmente sbaglio'. Oggi Berlusconi e' molto cauto, anche perché Napolitano ha parzialmente corretto le sue affermazioni e si limita a dire "Costruzione interessata ma il tempo e' galantuomo". Salvini invece ci va giù duro e sostiene che Napolitano andrebbe "processato". Subito si leva a difesa dell'ex presidente il muro istituzionale al completo in sua difesa. 

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