Il bipolarismo che non conviene più ne' a Renzi, ne' a Berlusconi e quel "patto" per isolare Alfano

. Politica

Panta rei, diceva il filosofo greco, Eraclito. Tutto scorre, e tutto cambia rapidamente anche negli scenari politici. Un'elezione andata storta, un referendum perso, possono mutare destini ed obiettivi e rendere realizzabile quello che prima sembrava impensabile. Due uomini, portati al comando, spesso criticati da avversari ma anche da alleati, per essere troppo accentratori e dispotici, vale a dire Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, paiono ora accomunati da una simile visione politica. Meglio il proporzionale del maggioritario. Perché? Semplice, il maggioritario comporterebbe un inevitabile ritorno, in edizione più o meno riveduta, al centrodestra ed al centrosinistra. Con la neccesita' da una parte per Berlusconi di doversi alleare con Salvini e la Meloni, con i quali non condivide programmaticamente quasi nulla, a parte un antipatia a pelle con il Matteo Leghista, e dall'altra obbligherebbe Renzi ad un'allenaza con Pisapia, che pero' vuole pure Bersani e D'Alema. Ma soprattutto non vuole la leadership di Renzi per palazzo Chigi, che nei piani della sinistra, alla quale Prodi sta lavorando come "collante", dovrebbe andare ad uno che non sia il segretario del Pd. Quindi "no" a a Matteo. Se invece il sistema sarà proporzionale ognuno correrà per se', e poi i conti si faranno in Parlamento. Decisamente meglio per i due ex premier, al di la' di possibile larghe intese, o accordi tra di loro dopo il voto. Nel tutto sia Renzi che Berlusconi guardano al centro, per prendersi quell'elettorato. Matteo i centristi con il trattino di sinistra, Berlusconi con quello di destra. Ma nessuno dei due vuole,  su questo c'e' una sorta di patto non scritto, Angelino Alfano. Renzi giura ai suoi "Angelino mai più al governo". Lo ha sempre mal sopportato e tenuto solo perché indispensabile per quella maggioranza che aveva trovato già belle che fatta. Per Berlusconi poi Angelino e' l'archetipo del "traditore". Berlusconi e Renzi vogliono si' arruolare centristi, che rappresentino quel tipo di elettorato (Secondo i due ex premier ci sarebbe un bacino molto più ampio, se non ci fosse Alfano&compagnia, vale a dire i suoi "accoliti") e che siano di seconda o terza generazione. Facce nuove e pulite, e i vari Alfano, Casinie Verdini, a tentare l'avventura per superare una soglia di sbarramento, che appare come un alto muro in un concorso ippico, affrontato con vecchi stalloni anziché freschi purosangue.

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