Strattonati a destra e a manca, Renzi e Berlusconi (22 novembre Strasburgo valuta candidabilita') vogliono prendere il centro ma senza Alfano

. Politica

Al di la' della legge elettorale che verra', Renzi e Berlusconi stanno già lavorando alle prossime elezioni politiche. E si trovano in una condizione, anche se simmetricamente opposta, simile. Entrambi guardano al centro, mentre sono spinti da una parte dei loro stessi partiti verso accordi con le loro estreme. Estreme che potrebbero anche funzionare ideologicamente ma non certo  programmaticamente. Idee, cose da fare ed anche quelle da non fare, sono molto simili tra Renzi e Berlusconi. Nel primo caso ben distanti da quelle  di Pisapia, certamente più consono ai programmi del duo Bersani-D'alema dei quali l'ex premier non vuole nemmeno sentire parlare, che ai suoi. Poi non e' un bel trattare, quando Pisapia comincia il discorso con la ricerca di una nuova leadership per palazzo Chigi. Stesso discorso per Berlusconi che ne' come idee, ne' come simpatia a pelle, si piglia con l'altro Matteo, il Salvini leghista. Pero', altra cosa comune, sono quasi obbligati a non rifiutare il dialogo con i loro "fratelli-coltelli"per  non deludere parte del loro stesso elettorato. Comunque la vera caccia e' al centro, Renzi per portare il centro che ha il trattino a sinistra tra i suoi e Berlusconi viceversa per portare i moderati con trattino a destra, sot le sue insegne. Una cosa esclusa da entrami e' prendere in carico Alfano. Sempre mal sopportato da Renzi e considerato "traditore" da Berlusconi. Ma anche altri nomi importanti del centro come Casini o Verdini non vengono neppure presi in considerazione. Quelli cercati sono i colonnelli del centro che qualche voto lo portano ed hanno un loro elettorato, potenzialmente un bel bacino. Anche se per gli Alfano ed i Verdini e' molto difficoltoso attingerci. Che sia proporzionale o maggioritario la scelta finale tra i leader più rappresentavi e' entrata nella testa degli italiani. Alla fine Renzi dovrebbe riuscire ad aggiudicarsi la partita tagliando per primo il traguardo, forse non con il 40% ma ben oltre il 30%. E la vera sorpresa potrebbe essere un recupero lampo di Berlusconi, che potrebbe più che raddoppiare i voti previsti ora dai sondaggi. Intanto Berlusconi e' in attesa di quanto deciderà Strasburgo sulla sua candidabilita'. La tanto attesa riunione della Suprema Corte e' stata fissata in udienza unica peri il 22 novembre. Poi il Cavaliere dovrà aspettare, anche mesi per sapere il verdetto, che se sarà positivo gli premetterà di fare come il Conte di Montecristo e di presentarsi nuovamente alle elezioni come leader. E' vero che la sentenza di Strasburgo non è automaticamente applicabile al nostro ordinamento. Ma sono solo dei tecnicismi ai quali penseranno nell'eventualità i suoi avvocati.

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