Renzi: Voto a scadenza naturale, non diamo Grillo per morto, dialogo con Pisapia, Berlusconi non "propriamente il mio migliore amico"

. Politica

Un Renzi a tutto campo parla a Repubblica Tv e come prima cosa mette nel cassetto le elezioni anticipate. Troppo complicato andare a votare in Italia per la prima volta in autunno con tanto di legge di bilancio da preparare ed approvare entro il 31 dicembre. Poi bisogna ancora decidere come andare a votare, se con il maggioritario, che ha dato nelle ultime amministrative ancora segnali di vitalità, oppure tornare al proporzionale. Con le elezioni la prossima primavera c'e' tutto il tempo per decidere, ma Renzi non vuole più pigliare iniziative "Se proponiamo qualcos'altro ci denunciai per stalking". "Grillo boccheggia, Renzi galleggia, Berlusconi festeggia". Non e' piaciuta a Renzi questa sintesi, ritiene che siamo di fronte a un "sostanziale pareggio tra centrodestra e centrosinistra, ora ci saranno i rigori". Lui e' convinto che il vero sconfitto delle elezioni di domenica sia Grillo, pero' precisa: "Non diamo Grillo per morto", non so quale sarà il futuro del movimento ma certamente Grillo sarà un avversario alle prossime politiche. Poi rivendica quello che doveva essere un patto d'acciaio, una sorta di nuova Yalta, sulla legge elettorale tra i quattro maggiori partiti, ma vuole anche rispondere a Prodi e Veltroni: "Nessun patto extra costituzionale, semmai un patto che nasce in Parlamento tra quatte partiti e quindi un patto parlamentare".  Così come non esiste nessun accordo di larghe intese "le grandi intese arrivano, se arrivano. Quando c'e' lo stallo. Non e' la mia opzione". E su Berlusconi dice non e' "propriamente il mio migliore amico". Quanto ad amicizia ne ha certamente di più con Pisapia (anche se forse sui programmi si trova più d'accordo con Berlusconi) con il quale sarebbe felicissimo di riprendere il dialogo per un nuovo centrosinistra, legge elettorale permettendo. "Io con Pisapia non ho mai chiuso", precisa l'ex premier. Con sinistra italiana invece non ci sono punti di contatto, e anche con lo scissionista Massimo D'Alema il dialogo e' impossibile. E spiega: "E' un'ipotesi negata dalla realtà, quelli se ne sono andati perché non volevano dialogare con noi". Appare quindi di difficile realizzazione un accordo tra tutto il centrosinistra, perché Pisapia probabilmente non vuole rinunciare ad un parte della sinistra, D'Alema e Bersani compresi. Pero' Renzi e' convinto che un'alleanza tra lui e Pisapia potrebbe portare il Pd a sforare la soglia del 40%, soglia al momento prevista dal Consultellum per il premio di maggiorzanza.

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