Telefonata Renzi-Berlusconi, i timori del"vecchio saggio" ma anche Renzi non ride

. Politica

Si sono sentiti al telefono dopo il tonfo del del modello tedesco alla Camera. Il "vecchio", Silvio Berlusconi ed il "giovane" Matteo Renzi erano convinti con il patto a quattro di avere compiuto un capolavoro politico. Ma si sa in politica i capolavori, ammesso che siano tali, non basta pensarli o progettarli, bisogna attuarli. C'e' stata una lunga telefonata tra Renzi e Berlusconi. Il Cavaliere - come scrive Verderami sul Corriere - ha provato a convincere Renzi che c'e' ancora la possibilità di tenere in piedi il frutto del loro patto. Renzi gli ha risposto che l'accanimento sul proporzionale avrebbe solo portato ulteriori danni. E quindi il leader del Pd ha provato a sondare il Cavaliere su quello che si ritiene sia il suo piano B, ovvero andare a votare lo stesso anticipatamente a settembre con il Cosultellum. Ma Berlusconi, che si trova davanti un mare di problemi, ha risposto che senza più l'accordo, per entrambi cambia tutto. Il futuro per Berlusconi e' fatto di pensieri cupi, quelli che aveva scacciato giustificando la sua svolta proporzionalistica. "Sono un vecchio saggio che osserva la decadenza del paese, che vede il rischio di una vittoria grillina, l'avvento di una  repubblica giudiziaria, con tanti magistrati come ministri e con Davigo premier". Lo atterrisce il doversi nuovamente confrontare con Salvini alla disperata ricerca di una lista unica per restare ancora della partita. Con il sistema attualmente in vigore al Senato ci sarebbero le preferenze e la soglia dell'8% su base regionale. Con non la perdita del controllo sugli eletti e ii rischio di non raggiungere nemmeno la soglia in alcune regioni. Alla Camera potrebbe portare un'ottantina di deputati ma senza sapere anzitempo chi verrebbe eletto. Mentre a Berlusconi servirebbero "pochi ma buoni" per avere una strategia da portare avanti. Magari quella di appoggiare un governo Renzi. Che a sua volta comincia ad avere qualche preoccupazione. C'e' chi lo descriveva come "liberato" da un peso, quello di un accordo contro natura difficile da portare in porto. Ora pero' per lui si fanno in salita le elezioni anticipate, perché dopo la sua rottura alla destra con Alfano e alla sinistra con gli scissionisti, se li vedrà schierati a difesa di Gentiloni, con una legge di stabilita' da fare e il M5S ad attaccarlo. "Sara' un disastro. Mesi di campagna  elettorale contro di noi, prima del voto", la sua preoccupazione. Tornare indietro dopo avere tagliato i ponti e' complicato. Come tornare palazzo Chigi si prospetta non più così sicuro. Renzi e' combattuto tra il desiderio di provare un'ennesima rivincita con le elezioni anticipate e la consapevolezza di chi sa che le cancellerie europee gli scaricherebbero addosso la responsabilità di avere interrotto in anzitempo la legislatura. 

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