Re Giorgio spara contro il 'tedeschellum' e boccia il voto anticipato

. Politica

Torna a parlare Re Giorgio e lo fa per sparare contro il 'tedeschellum', l'intesa Pd-Fi-M5s e Lega sulla nuova legge elettorale al voto giovedì alla Camera, e per bocciare l'ipotesi di voto anticipato (si parla del 24 settembre). Alla presentazione di un libro sull'Europa Giorgio Napolitano, ex-capo dello stato e senatore vita, non dà mostra di avere peli sulla lingua e si iscrive pubblicamente al 'partito' dei contrari sia alla riforma elettorale frutto del patto a 4 sia all'interruzione anticipata della legislatura. "Il voto anticipato è paradossale, è un colpo alla credibilità del Paese" dice l'ex-presidente della Repubblica, perchè "in tutte le democrazie europee si vota a scadenza naturale". Quanto al 'tedeschellum', una stroncatura netta: "Legge elettorale fatta da 4 leader per calcolo di convenienza". "Siamo di nuovo alle prese - secondo Napolitano - con il tema dell'instabilità di governo, e ciò è aggravato, sul piano dell'immagine e dei rapporti politici, dal prospettare, senza neppure offrirne motivazioni appena sostenibili, ipotesi di date per elezioni anticipate, e, in conseguenza, per scadenze di governo e parlamentari come la presentazione del bilancio dello Stato per il 2018. E' semplicemente paradossale - tuona Re Giorgio - discutere se possa sprigionare incertezza politica attorno all'Italia, di più l'andare a elezioni anticipate in autunno o all'inizio del prossimo anno. In tutti i paesi democratici europei si vota alla scadenza naturale delle legislature: fare diversamente significa dare il massimo contributo negativo al consolidamento della credibilità politico-istituzionale del paese". 

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