Legge elettorale: Grillo stronca la rivolta dei suoi e blinda il sistema tedesco

. Politica

I mugugni di alcuni big cinquestelle sull'accordo raggiunto con Pd e Fi per una legge elettorale proporzionale ispirata al sistema tedesco durano lo spazio di una giornata. Mugugni dovuti forse più a timori personali che ad altro. C'e' infatti chi teme la sconfitta all'uninominale e una cattiva collocazione al proporzionale. Divisioni che avevano portato Matteo Renzi a dire "Non so se il patto regge, noi ci stiamo". Ed ora "ci sta" anche il M5S dopo la strigliata di Grillo. Il leader pentastellato mette tutti a tacere e pone fine al dissenso interno con un blog. "Unica legge e' il modello tedesco , votato dal 95% della rete", il suo imperativo monito. "I portavoce del M5S - spiega Grillo - devono rispettare il mandato, arrivato dal voto online, perché il testo depositato in Commissione corrisponde al sistema votato dai nostri iscritti, proporzionale con il 5% di sbarramento e divisione tra seggi proporzionali e collegi uninominali con predominanza dei primi per assegnare i seggi". Ancora: "Se gli altri partiti non cambieranno idea sul modello tedesco i portavoce del M5S voteranno a favore del testo, non e' il nostro modello ideale ma e' un sistema costituzionale che può diventare legge solo grazie a noi". Grillo pero' rilancia anche la necessita' di apportare dei correttivi di governabilità che "possano evitare il grande inciucio post elettorale. Correttivi che potrebbero permettere ad un solo partito di avere la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento raggiungendo la soglia del 40%. Il proporzionale tedesco ha garantito al partito della Merkel il 49% dei seggi con il 41% dei voti". 

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