Piano Renzi, riforma Senato entro anno per fare referendum insieme alle elezioni di primavera

. Politica

Matteo Renzi ha un piano preciso, vorrebbe avere una sorta di election day, la prossima primavera quando si voterà per importanti comuni come Milano, Torino, Napoli e spera il premier anche Roma, unendo al voto amministrativo quello sul referendum sulle riforme costituzionali. Così e' convinto che avrebbe da questo voto un traino decisivo per fare cappotto e conquistare tutte le città interessate. Per realizzare questo occorre pero' spingere forte fin da subito sull'acceleratore. La riforma del Senato, che poi e' un po' la madre di tutte le riforme (perché e' quella che cambia radicalmente l'impalcatura istituzionale modificando l'attuale bicameralismo), deve essere approvata in seconda lettura proprio dal Senato (una sorta di suicidio istituzionale, perché il suo ruolo sarebbe di molto ridimensionato scomparendo come seconda Camera che deve tra l'altro dare la fiducia al governo), entro il mese di luglio. La riforma dovra' poi tornare a spron battuto alla Camera, per una prima approvazione conforme a quella di palazzo Madama. Infine trattandosi di una legge costituzionale dovra' essere ancora sottoposta all'approvazione dei due rami del Parlamento entro tre mesi, cioè entro la fine dell'anno. Tempi appena, appena sufficienti per garantire lo svolgimento del referendum in primavera. Pur di raggiungere il suo scopo Renzi appare disponibile a fare qualche concessione alla sinistra del suo partito a cominciare dal voto per i senatori in modo che siano votati direttamente. Quello che Renzi non intende invece assolutamente fare e' rimettere mano alla nuova legge elettorale, che e' già stata approvata definitivamente, anche se per una clausola entrerà in vigore dal 1 gennaio. Renzi e' convinto che alla fine una parte di Fi convergerà sulla riforma anche se non ci sarà un'intesa piena. Quanto alla minoranza interna, pur considerando i rischi, ritiene che alla fine cederanno, "so bene che vogliono spianarmi, ma non hanno alternative. Perciò io andrò avanti come ho sempre fatto e accelererò su tutte le riforme". 

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