Ritardi e strette di mano per Putin a Roma. Conte, "superare sanzioni"

. Esteri

L'amico Putin arriva in una Roma superblindata e conferma il vezzo di far attendere i suoi interlocutori, anche i potenti della terra. L'Ilyushin 96-300Pu del leader del Cremlino è atterrato con quasi mezz'ora di ritardo, poi il lungo corteo di auto composto da oltre 40 mezzi, che comprende l'ammiraglia russa Aurus Senat L700 - lunga 6 metri e mezzo e larga 2 - è partito alla volta del Vaticano. Putin è arrivato all'incontro con il Papa quasi un'ora dopo l'orario previsto. Zar Vladimir è noto per far attendere i suoi interlocutori: da Trump ad Angela Merkel, alla regina Elisabetta in tanti sono stati ‘vittime’ dei suoi tempi allungati. Patriarcato Flash per la prima stretta di mano della giornata, quella con Francesco prima di entrare nella biblioteca privata del Santo Padre. È stato il terzo incontro tra i due, ma Putin anche questa volta non ha rivolto al Pontefice l'invito a visitare la Russia. I rapporti con il Patriarcato di Mosca, interrotti da mille anni, restano gelidi e un portavoce della Chiesa ortodossa ha tenuto a sottolineare come quello in Vaticano sia stato solo l'incontro tra due capi di Stato. Ritardo porta ritardo e, quindi, Putin è arrivato al Quirinale un'ora e dieci minuti dopo l'orario previsto. La stretta di mano con Mattarella alla Loggia alla vetrata, ha dovuto scontare anche il fatto che Putin ha dovuto percorrere a piedi il colonnato del cortile d'onore, poiché la sua mega-limousine non è riuscita a fare la curva per entrare nel cortile. Libia Superati gli inconvenienti di orario, il pranzo di lavoro è servito a confermare che "i rapporti bilaterali sono ottimi", ma certamente rimangono le preoccupazioni per la situazione in Libia, dove Mosca appoggia il generalissimo Haftar. Terza tappa della giornata romana, Palazzo Chigi. Soliti problemi con il 'macchinone' ed ennesima stretta di mano, questa volta con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Ritardo sulla tabella di marcia: un'ora e trenta. Nella conferenza stampa finale Conte sintetizza: "Abbiamo confermato l'eccellente stato delle relazioni bilaterali, nonostante il permanere delle condizioni che hanno condotto al deterioramento delle relazioni con l'Ue e quindi alle sanzioni. Riteniamo che Mosca sia un attore ineludibile per individuare soluzioni nelle principali crisi regionali" e auspichiamo il "superamento" delle sanzioni alla Russia. Circostanze "Per raggiungere questo obiettivo occorre che maturino circostanze, lavoreremo affinché maturino", ha precisato il premier. Magnanimo Putin: "Comprendiamo che l'Italia sia legata con gli impegni europei e non abbiamo nessuna pretesa rispetto agli amici italiani, ma speriamo che l'Italia sulle sanzioni porti avanti la posizione di un ritorno di rapporti a 360 gradi con la Russia". Alla fine, a dispetto di ogni ritardo, Conte, assieme ai vice Luigi Di Maio e Matteo Salvini, ha accolto il presidente russo a Villa Madama dove, prima della cena di gala, gli ha mostrato la vista sulla capitale. Mezze maniche Menù a base di pesce - naturalmente vagliato in anteprima dall'assaggiatore ufficiale di Putin - con antipasto dello chef "incontro tra pescato e crostaceo, con una dadolata di mela verde e pesca". A seguire "mezze maniche con moscardini, gamberelli e scorfano; spigola agli agrumi e flan di verdure di campo. Per dessert fragoline di bosco con gelato alla vaniglia e caffè". A Fiumicino Putin, prima di volare via dalla capitale, ha voluto salutare l'amico di vecchia data, Silvio Berlusconi.
(foto da sito governo.it)

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