Danimarca, welfare e stop immigrazione per la vittoria dei socialisti

. Esteri

I socialdemocratici hanno vinto le elezioni politiche in Danimarca con un programma preciso: welfare, lotta ai cambiamenti climatici e stop all'immigrazione. Batosta per i sovranisti del Partito del popolo, già in declino nelle recenti Europee, che dimezzano i voti rispetto al 2015. Il premier uscente, Lars Loekke Rasmussen, esponente della formazione liberal-conservatrice Venstre, che governava con l'appoggio dei populisti xenofobi ha ammesso la sconfitta. La Danimarca sarà guidata per la seconda volta da una donna, in assoluto la premier più giovane nella storia del paese, la leader socialdemocratica Mette Frederiksen, 41 anni, che intende formare un governo monocolore di minoranza. Blocco rosso - Al Folketing i socialdemocratici, che hanno raccolto circa il 26% dei consensi, cercheranno l'appoggio delle altre formazioni di centrosinistra e verdi, del cosiddetto "Blocco rosso" che hanno in complesso una maggioranza di 91 seggi su 179. Le formazioni di destra che potrebbero nuovamente allearsi con Rasmussen raggiungono soltanto 75 seggi e altri 9 sono andati a formazioni minori e alle rappresentanze di Groenlandia e isole Faroe. La Danimarca è il terzo paese nordico ad aver eletto nell'ultimo anno un governo di sinistra, dopo Svezia e Finlandia. Rasmussen, che era rimasto al potere per 14 anni negli ultimi 18, si è detto pronto a lasciare i suoi precedenti soci sovranisti, adombrando un possibile sostegno a Frederiksen, che al momento ha però confermato la preferenza per i suoi tradizionali alleati a sinistra. Benessere - L'affluenza alle urne è stata alta, all'85% e Frederiksen a caldo ha parlato di "vittoria storica. Queste elezioni riguardava il benessere del nostro popolo e rimetteremo al primo posto il benessere". La Danimarca può vantare una crescita al 2,2% e bassa disoccupazione, ma i danesi erano stufi dopo anni di tagli al bilancio voluti da Rasmussen e hanno chiesto sostegno per i programmi di assistenza sociale e sanitaria, per l'istruzione e la ricerca tecnologica. Confermate da Frederiksen le scelte draconiane in tema di immigrazione: "Per me sta diventando sempre più chiaro - ha spiegato - che il prezzo della globalizzazione non regolamentata, dell'immigrazione di massa e della libera circolazione del lavoro sono pagati dalle classi meno abbienti". Migranti - Copenaghen ha registrato negli ultimi anni un forte flusso di migranti e richiedenti asilo, rimanendo spiazzata anche dalle scelte di apertura fatte nella vicina Germania da Angela Merkel. Frederiksen ha poi annunciato regole più severe dopo alcuni scandali bancari, nuove tasse per i più ricchi e impegno a combattere il cambiamento climatico, dando priorità alla lotta per la salvaguardia dell'ambiente e contro il riscaldamento globale, così come richiesto dalla grande maggioranza dei cittadini danesi sollecitati dalle denunce della giovane attivista ambientalista svedese, Greta Thunberg.

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