Trump, Farage tratti il no deal. "Boris Johnson sarebbe ottimo premier"

. Esteri

Mentre l'Italia viaggia allegramente verso la procedura Ue sul debito (che si tratti di prove generali di Italexit?), il presidente Usa, Donald Trump, in arrivo in visita ufficiale a Londra spara bordate ad alzo zero su Bruxelles e spinge la Gran Bretagna al no deal sulla Brexit. Un'uscita hard e senza pagare il becco di un quattrino, gestita dal duo dei suoi seguaci britannici: Boris Johnson e Nigel Farage. Il cupio dissolvi promosso a ogni livello politico, commerciale e diplomatico dal tycoon - che a giorni lancerà ufficialmente la campagna per un secondo mandato alla Casa Bianca - ha nel suo mirino tra gli obiettivi privilegiati proprio l'Unione europea. Divorzio - In un'intervista del Sunday Times, il presidente Usa non utilizza il fioretto, ma direttamente lo spadone a due mani e sostiene che il prossimo premier britannico deve rifiutarsi di pagare i 39 miliardi di sterline previsti per il divorzio da Bruxelles e semplicemente "andarsene". La sua vecchia amica Theresa May, primo ministro dimissionario, ha fallito e ha messo così "tutte le carte" in mano all'Ue. Invece, spiega Trump, "se non si ottiene l'accordo voluto, se non si ha un trattamento equo, allora si va via" e ancora: "Non pagherei mai quei 39 miliardi di sterline. È una cifra enorme". Anzi, secondo il capo della Casa Bianca, Londra avrebbe dovuto "citare in giudizio" l'Ue, i cui "errori hanno causato costi e danni" enormi. Affari - Uno dei vantaggi della Brexit è che "potranno fare affari" liberamente "con l'economia 'numero uno' al mondo". Trump propone un accordo commerciale tra Stati Uniti e Regno Unito da realizzarsi in tempi brevissimi, dopo la rottura il prossimo 31 ottobre: "Abbiamo il potenziale per essere un incredibile partner commerciale. Ora stiamo facendo relativamente poco rispetto a quello che potremmo fare. Potremmo lavorarci molto, molto velocemente. Non hanno mai avuto di fronte un presidente come me che capiva tutto questo. Sarebbe un grande vantaggio per il Regno Unito, un enorme vantaggio molto più grande di quello del rapporto con l'Unione europea". Talento - Quindi, endorsement totale per Boris Johnson come nuovo premier conservatore: "Farebbe un ottimo lavoro, mi piace e mi è sempre piaciuto. È una persona piena di talento". E poi, per non fare più errori, perché non affidare la fase finale verso la rottura direttamente a Nigel Farage? Il leader nazionalista, uscito vittorioso dalle recenti Europee in Gran Bretagna con il suo Brexit Party, anticipatore negli intenti anti-Europa di Matteo Salvini e di Marine Le Pen, viene coccolato da Trump: "Mi piace molto Nigel, ha molto da offrire. È una persona molto intelligente", i conservatori ancora "non lo coinvolgono, ma avrebbero molto da guadagnare. Non l'hanno ancora capito".

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