Israele, pareggio Netanyahu-Gantz. Ma sarà Bibi a fare il suo quinto governo

. Esteri

Salvo imprevisti capricci dei piccoli partiti di destra e ultraortodossi, sarà il premier uscente Benyamin Netanyahu a dare vita - per la quinta volta - al governo in Israele. Netanyahu, 69 anni, potrebbe diventare il primo ministro più longevo, superando il fondatore di Israele, David Ben-Gurion. A spoglio effettivo dei voti pressoché ultimato, con una partecipazione di circa il 67% degli aventi diritto, vengono di fatto confermati i dati a caldo degli exit poll, con il Likud di Netanyahu e il nuovissimo partito Blu e Bianco dell'ex capo di Stato maggiore, Benny Gantz, appaiati con 35 seggi ciascuno, sui 120 della Knesset. A fare la differenza saranno i partiti minori, quelli disposti a riconoscere la premiership di Netanyahu raggiungono una maggioranza di 65 seggi. L'ex ministro della Difesa, Avigdor Lieberman - il cui partito Israel Beitenu (sionista laico, che rappresenta soprattutto gli emigrati dell'ex Europa dell'est), ha guadagnato 5 seggi - ha annunciato che raccomanderà al presidente della Repubblica, Reuven Rivlin, di affidare l'incarico a Netanyahu. Della coalizione di centrodestra faranno parte anche i due partiti ortodossi, Shas e Fronte della Torah, 8 seggi ciascuno; l'Unione dei partiti di destra (5) e i centristi di Kulanu, del ministro delle finanze, Moshe Kahlon (4). La Nuova Destra del ministro dell'Educazione, Naftali Bennett, e di quello della Giustizia, Ayelet Shaked, al momento non ha superato per pochi decimali lo sbarramento del 3,25%, ma spera di rientrare grazie ai voti dei militari - di solito orientati a destra - ancora in fase di scrutinio. Gantz è stato penalizzato dal risultato negativo delle forze di centrosinistra e dalla scarsissima partecipazione al voto degli arabo-israeliani. "È possibile che ci siano cambiamenti - ha tuttavia affermato Gantz - e che possiamo mettere in campo alcune iniziative politiche. Dobbiamo essere orgogliosi di rappresentare oltre un milione di persone che hanno chiesto qualcosa di differente". Molto male sono andati i laburisti, partito dei fondatori dello Stato di Israele, che hanno perso 13 seggi, conquistandone soltanto 6; in ritirata anche i pacifisti di Meretz (4) e le due liste arabe Hadash-Taal (6) e Raam-Balad (4). In campagna elettorale Netanyahu ha potuto vantare i buoni risultati economici, ma ha puntato soprattutto sul tema sicurezza, a partire dalla stretta intesa con Trump (che ha spostato l'ambasciata a Gerusalemme e riconosciuto la sovranità israeliana sul Golan) fino alla promessa negli ultimi giorni di annettere gli insediamenti nella Cisgiordania occupata. Sul capo di "King Bibi", come lo definiscono mi suoi sostenitori, pesa però la spada di Damocle  delle accuse di corruzione, contro le quali si è difeso parlando di "caccia alle streghe". In una dichiarazione Netanyahu si è detto "molto commosso" per il fatto che gli elettori gli abbiano affidato l'occasione di un quinto mandato "e con una fiducia ancora maggiore. Sarà un governo di destra, ma intendo essere il premier di tutti i cittadini israeliani, ebrei e non ebrei". Appena i risultati saranno definitivi, il presidente Rivlin affiderà l'incarico per la formazione del governo e il candidato premier avrà 28 giorni, con una possibile proroga di due settimane, per individuare coalizione e composizione dell'esecutivo.          (foto di Kristoffer Trolle)

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