Macron all'Italia, la ricreazione è finita. Lo spread vola a 290

. Esteri

"La ricreazione è finita". Destinataria del suono deciso della campanella è l'Italia. Non lo dice lui direttamente ma lo fa dire ad esponenti del suo governo. Lui è il presidente francese Macron, infastidito oltremodo dagli attacchi ricevuti nelle ultime settimane da Di Maio e dall'incursione in terra parigina del vice-premier italiano per l'incontro con uno dei leader dei gilet gialli, invitati - di nuovo - a non mollare nella protesta contro l'Eliseo. Il segnale mandato dal governo di Parigi a quello gialloverde di Roma è di quelli che fanno quasi la storia: il precedente per un richiamo dell'ambasciatore francese dall'Italia, sia pure "temporaneo" come questo e non permanente, risale al 1940 con la dichiarazione di guerra a Parigi annunciata da Mussolini dal balcone di piazza Venezia. E se lo stesso Di Maio oggi si proclama tranquillo ("zen" nella metafora del capo grillino) e cerca di attenuare i toni e mostrare la mano tesa verso il popolo francese, il portavoce di Macron alla richiesta da parte di Salvini di un incontro risponde che il presidente francese parla (solo?) con il presidente del Consiglio Conte: "Il dialogo non è mai stato spezzato, ma c'è anche un presidente del Consiglio in Italia, si chiama Giuseppe Conte, è lui i capo del governo italiano...". Intanto anche per lo scontro tra Parigi e Roma (ma non solo, c'è anche la produzione industriale calata a dicembre su base annuale di oltre il 5%, un livello così basso non si registrava da sei anni) lo spread si è impennato fino a toccare i 290 punti. Per questo il capo degli industriali Boccia si è rivolto al premier Conte invitandolo a chiamare Macron per far tornare "normali" i rapporti con la Francia. Sempre in questo clima non hanno trovato smentite le voci sull'intenzione di Air France di sfilarsi dal salvataggio di Alitalia. D'altra parte i francesi sono realmente offesi e lo dicono in tutte le maniere. "Non si tratta di drammatizzare - ha detto la ministra francese per gli Affari Europei Nathalie Loiseau - si tratta di dire che la ricreazione è finita". "Un rappresentante di un governo straniero che viene in Francia a sostenere quello che non è nemmeno un leader politico, ma uno che ha chiamato alla guerra civile, al rovesciamento del presidente e a un governo militare, non era mai successo...".

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