Parigi e Roma ai ferri corti, Macron richiama l'ambasciatore: mai successo da quando dichiarammo guerra nel 1940

. Esteri

La Francia ritiene che il governo giallo-verde abbia passato il segno nelle sue "provocazioni" e richiama per consultazioni il suo ambasciatore in Italia, Christian Masset. Emmanuel Macron ha scelto di dare un segnale politico-diplomatico molto forte: un passo del genere non si era mai verificato nelle relazioni tra i due paesi nel corso degli ultimi ottant'anni, dalla dichiarazione di guerra di mussoliniana memoria alla Francia nel 1940 (quella che i francesi chiamarono "la pugnalata alla schiena"). Ma proprio questo riferimento storico dà il segno di quanto siano da considerarsi deteriorati i rapporti tra Roma e Parigi (anche se sarebbe meglio dire tra il presidente francese e il governo giallo-verde, con Di Maio protagonista dell'ultimo scontro per il suo rendez-vous alla periferia di Parigi con i gilet gialli, nemici dichiarati dell'inquilino dell'Eliseo). Tra i motivi che hanno spinto Macron a prendere questa decisione non solo l'incontro di Di Maio e Di Battista con i gilet gialli ma anche la questione migranti (con i litigi al confine di Ventimiglia), le accuse di neo-colonialismo e non ultima la Tav che i francesi vorrebbero proseguire al contrario dei grillini. L'annuncio da Parigi è venuto con una dura nota del Quay d'Orsay che cita espressamente gli "attacchi senza precedenti dalla fine della guerra e senza fondamento" e le "dichiarazioni oltraggiose" da parte del governo italiano. "Essere in disaccordo è una cosa, strumentalizzare la relazioni a fini elettorali è un'altra. La campagna per le elezioni europee non può giustificare la mancanza di rispetto per un popolo o la sua democrazia" sottolinea il ministero degli Esteri d'Oltralpe. Da Roma, per ora, la risposta del capo politico dei Cinquestelle e vice-premier che rivendica la legittimità del suo blitz parigino e spiega chiaramente che nel suo mirino non c'è il popolo francese ma solo Macron. "Il mio incontro come capo politico del Movimento 5 Stelle, con esponenti dei Gilet Gialli e con alcuni candidati della lista RIC è pienamente legittimo. E rivendico il diritto di dialogare con altre forze politiche che rappresentano il popolo francese. Così come En Marche, il partito di governo francese - aggiunge Di Maio - è alleato in Europa con il Pd, partito d'opposizione in Italia, così il M5s incontra una forza politica di opposizione al Governo francese (Ric)". E ancora: "Tutte le rivendicazioni dei gilet gialli sono nel contratto di Governo. Macron è nervoso, gli sta sfuggendo il Paese". Infine: "Il popolo francese è nostro amico e nostro alleato. Il Presidente Macron si è più volte scagliato contro il governo italiano per motivi politici in vista delle europee. Questo non ha mai intaccato il sentimento di amicizia che lega i nostri Paesi e mai lo farà". 

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