Né con Maduro né con Guaidò, l'Italia blocca l'Ue

. Esteri

Né con Maduro né con Guaidò ma "quanto prima" nuove elezioni presidenziali. Questa la posizione dell'Italia sulla crisi in Venezuela, il paese sudamericano ad un passo dalla guerra civile che sta dividendo le grandi potenze come ai tempi della Guerra fredda. Una nota di palazzo Chigi ribadisce oggi che il nostro paese non riconosce il presidente autoproclamato Juan Guaidò come non aveva riconosciuto come presidente legittimo Nicolas Maduro dopo le elezioni del 2018. Una risposta negativa quindi all'appello lanciato dal presidente autoproclamato che reclamava un riconoscimento dal nostro paese e anche uno 'stop' in sede europea, un veto, che ha bloccato la proposta di compromesso avanzata dalla Svezia con cui si accettava il ruolo di Juan Guaidò come 'presidente ad interim' fino a nuove elezioni. L'Ue voleva far propria la risoluzione, non vincolante, approvata in questi termini dal Parlamento europeo. Ma già a Strasburgo gli eurodeputati della Lega e M5s si erano astenuti sulla risoluzione poi passata a grande maggioranza. Sul principio della 'non ingerenza' negli affari interni di un paese "per non rimanere scottati come è successo in Libia" e per non legittimare chi non è stato eletto, le dichiarazioni del vice-premier Di Maio: "Visto che siamo già stati scottati dalle ingerenze in altri Stati non vogliamo arrivare al punto di riconoscere soggetti che non sono stati votati. Per questo non riconosciamo neppure Maduro e per questo l'Italia continua a perseguire la via diplomatica e di mediazione con tutti gli Stati per arrivare ad un processo che porti a nuove elezioni ma senza ultimatum e senza riconoscere soggetti che non sono stati eletti". Parole poi ufficializzate da una nota di palazzo Chigi: "L’Italia, in linea con la Dichiarazione adottata dall’Alto Rappresentante UE a nome dei 28 Paesi membri il 26 gennaio scorso, ribadisce la sua massima preoccupazione per gli ultimi sviluppi in Venezuela. A tal fine si ricorda che l’Italia non ha mai riconosciuto le elezioni presidenziali tenutesi nel maggio 2018 e ribadisce la necessità di indire quanto prima nuove elezioni presidenziali. Sono sempre di oggi la denuncia e l'appello all'Italia del presidente dell'assemblea nazionale venezolana Juan Guaidò, presidente autoproclamato, intervistato dal Tg2: "Maduro ha perso il controllo del paese e la popolazione sta soffrendo. Ci sono 70 giovani assassinati in una settimana dal Faes, le forze speciali di polizia, e 700 persone in carcere, 80 minorenni addirittura bambini". Poi rispondendo al sottosegretario Di Stefano (M5s) ha detto:"Un'altra Libia qui non è possibile. Invitiamo l'Italia a fare la la cosa corretta perché i giorni qui si contano in vite che si perdono".

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