Brexit, May chiede un nuovo negoziato. Bruxelles risponde picche

. Esteri

Caos, tira e molla, braccio di ferro. Il romanzo Brexit continua a restare senza un 'happy end'. Dopo l'ultimo mandato della Camera dei comuni a trovare un "accordo alternativo" con la Ue per la Brexit, la premier Theresa May chiede di riaprire il negoziato, a partire dalla questione irlandese. Ma Bruxelles non ci sta e non sembra da escludere una collisione frontale con Londra. "Continuiamo a sollecitare il governo del Regno Unito a chiarire le sue intenzioni riguardo ai prossimi passi il prima possibile", ha detto un portavoce del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. Il "backstop" - nel gergo della Bexit il meccanismo di sicurezza per evitare il ritorno della frontiera fisica tra Irlanda e Irlanda del Nord - "è parte dell'accordo di recesso - si chiarisce da Bruxelles - "e l'accordo di recesso non può essere rinegoziato". Comunque, se da parte britannica dovesse giungere una "richiesta motivata" per una proroga dell'articolo 50 sul ritiro dall'Unione, "la Ue è pronta a considerarla e a decidere" sul tema "all'unanimità", nel frattempo - ha aggiunto il portavoce - "proseguono i preparativi per qualsiasi esito, compreso uno scenario 'no deal'". L'accordo originario raggiunto da May con Bruxelles era stato bocciato da Westminster a metà gennaio, ora c'è la richiesta della rinegoziazione o il ritorno in Parlamento, il 13 febbraio, per votare per una nuova via d'uscita. Il tutto a meno di 60 giorni dalla scadenza del 29 marzo, data prevista per l'uscita del Regno Unito dall'Unione. Insomma, il Parlamento britannico ha per il momento respinto lo scenario di 'no deal', ma senza offrire grandi chance a una soluzione positiva, vista la richiesta di rinegoziare con l'Ue il "backstop", sostenuta a spada tratta dai cosiddetti "hard Breexiter", i sostenitori di una Brexit dura e pura,che considerano la misura come uno strumento per mantenere di fatto la Gran Bretagna all'interno delle regole commerciali dell'Unione. Di diverso parere, naturalmente, Simon Coveney, vicepremier e ministro degli Esteri irlandese, che via Twitter commenta: "Il backstop è stato concordato da Regno Unito e Ue come una polizza assicurativa per evitare un confine 'duro' in qualsiasi scenario. Speriamo che non venga mai usato e che sia rimpiazzato presto da un futuro accordo. Ma è necessario".
(foto di Jeff Djevdet)

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