Cina, nel 2018 crollano le nascite. Timori per effetti sul Pil

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La Cina - con 1 miliardo e 395 milioni di abitanti - resta il paese più popoloso al mondo, ma il tasso di natalità è in calo e nel 2018 si è registrato il dato più basso dal 1961, quando alla guida del paese c'era Mao Zedong. Secondo i dati dell'Istituto nazionale di statistica della Cina, l'agenzia ufficiale di Pechino, lo scorso anno si sono registrate 15,23 milioni di nascite, con un calo di 2 milioni rispetto al 2017. Un ritmo così lento nel tasso di crescita della popolazione, con i connessi problemi di invecchiamento, pare destinato a creare ulteriore apprensione rispetto a un'economia che registra segnali significativi di rallentamento. Il tasso di natalità per il 2018, pari a 10,94 ogni mille abitanti, è il più basso dal 1949, anno di fondazione della Repubblica popolare. Negli anni Settanta del secolo scorso il governo cinese adottò misure molto stringenti di pianificazione familiare, introducendo la politica del figlio unico per contrastare il fortissimo incremento demografico del paese, la sovrappopolazione era infatti considerata "un ostacolo allo sviluppo e alla modernizzazione". Di fatto però proprio la forte crescita degli abitanti è stato uno degli ingredienti dello spettacolare balzo in avanti dell'economia cinese, con abbondanza di manodopera a basso costo e una forte domanda interna nei settori immobiliare e infrastrutturale. Nel 2016 Pechino ha deciso di correre ai ripari di fronte all'appiattimento della curva demografica, dando il via libera alla politica dei "due figli", mentre il nuovo codice civile atteso per il 2020, dovrebbe cancellare ogni riferimento alla pianificazione familiare. Ma il tentativo di incoraggiare le coppie ad avere più figli non pare aver avuto successo, anche perché alla base del calo ci sarebbero soprattutto fattori di carattere sociologico ed economico: i giovani si sposano sempre più tardi, molte giovani lavorano e rinviano la prima gravidanza e poi, con il costo della vita in ascesa, la spesa per un figlio è sempre più difficile da sostenere. Per il professore di sociologia dell'Università della California, Wang Feng: "Decenni di trasformazioni sociali ed economiche hanno prodotto una generazione completamente nuova in Cina, per la quale il matrimonio e la maternità non hanno più l'importanza che avevano per le generazioni precedenti". Di questo passo dal 2027, dopo aver toccato il miliardo e mezzo di persone, la popolazione del Dragone dovrebbe inesorabilmente iniziare a diminuire.

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(foto di Andy Eick)

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