Baviera, mazzata per la destra. Verdi alla grande, SPD in caduta libera

. Esteri

Destra a picco nelle elezioni in Baviera, considerate un test non solo per la Germania ma anche per l'Europa. La CSU, il partito confratello in chiave iper reazionaria della CDU di Angela Merkel, ha perso la maggioranza assoluta, mentre non sfonda l'estrema destra in odore di filonazismo di AFD. La CSU, che ha come uomo forte l'amico di Matteo Salvini, il ministro dell'Interno tedesco Horst Seehofer, ha perso - secondo gli exit poll - oltre 10 punti, attestandosi tra il 35 e il 37%; mentre AFD che pensava di passare all'incasso, entra nel parlamento locale ma si ferma sotto l'11%. Sopra l'11% si colloca la formazione localista Freiheitlichen Waehler (FW), conservatrice ma non ossessionata dal pugno duro contro i migranti. Il vero boom è quello dei Verdi, che raddoppiano abbondantemente il loro precedente risultato, e puntano a superare il 18%. Trascinati dalla giovane, bionda e carismatica Katharina Schulze, i Grünen hanno condotto una campagna elettorale in chiave non soltanto ecologista, ma anche europeista e antifascista. In Germania gli ambientalisti sono comunque pragmatici e gli analisti non escludono l'eventualità di un accordo di governo anche con la CSU, a partire magari dal no alla terza pista per l'aeroporto di Monaco di Baviera. D'altronde già dopo le ultime elezioni politiche nazionali, la cancelliera Merkel portò avanti le trattative per la cosiddetta coalizione "Giamaica", con CDU/CSU e Verdi, non realizzata per il no dei liberali di FDP. Proprio questi ultimi, se verrà confermato il superamento dello sbarramento del 5% , sono comunque i più accreditati a formare la coalizione di governo bavarese con CSU e FW. Decisamente male la SPD in caduta libera al 10%, mentre resta lontana dal 5% l'estrema sinistra targata Linke. La Baviera, Land del sud-est della Germania, è il maggiore tra i sedici Länder tedeschi per superficie e il secondo per popolazione e per importanza economica, dopo la Renania-Vestfalia. Per il rinnovo del Landtag erano chiamati alle urne oltre 9 milioni e mezzo di elettori. Secondo gli osservatori il risultato potrebbe nel breve termine non essere negativo per Angela Merkel, che vede ridimensionato Seehofer il principale critico della sua politica sull'immigrazione, ma nel medio-lungo termine la pesante sconfitta non è certo di buon auspicio. E già si teme un nuovo rovescio, questa volta per la CDU, nelle elezioni del 28 ottobre in Assia.

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