Tripoli brucia, l'Italia non interverrà. Salvini: Macron non soffi sul fuoco della guerra

. Esteri

Tripoli è sotto assedio da parte della 7/ma Brigata che sta raggiungendo, muovendo da est, il centro della capitale libica. Il premier Al Serraj ha spostato più a ovest il suo quartier generale sotto la pressione dei ribelli, protetto dai blindati delle unità di sicurezza. Negli scontri finora 50 morti e 130 feriti. L'Italia, prima con Salvini e poi con un comunicato del Consiglio dei ministri, ha escluso ogni ipotesi di intervento militare e allo stesso tempo ha invitato chi soffia sul fuoco - nelle parole del ministro dell'Interno questo "chi" è facilmente individuabile nella Francia di Macron - a smetterla. "Escludo interventi militari che non risolvono nulla. E questo dovrebbero capirlo anche altri" ha detto il vice-premier dopo aver guidato la riunione di governo a palazzo Chigi. "L'Italia - ha aggiunto - deve essere la protagonista della pacificazione in Libia. Le incursioni di altri che hanno altri interessi non devono prevalere sul bene comune che è la pace". "Sono preoccupato. Penso che dietro ci sia qualcuno. Qualcuno - ha insistito - che ha fatto una guerra che non si doveva fare, che convoca elezioni senza sentire gli alleati e le fazioni locali, qualcuno che è andato a fare forzature, a esportare la democrazia, cose che non funzionano mai. Spero - ha concluso - che il cessate il fuoco arrivi subito". Poi la nota ufficiale del governo: "In relazione ad alcune notizie apparse sulla stampa odierna si smentisce categoricamente la preparazione di un intervento da parte dei corpi speciali italiani in Libia. L'Italia continua a seguire con attenzione l'evolversi della situazione sul terreno e ha già espresso pubblicamente preoccupazione nonché l'invito a cessare immediatamente le ostilità assieme a Stati Uniti, Francia e Regno Unito". 

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