Danimarca: in vigore legge anti-burqa, arriva la prima multa

. Esteri

Prima multa in Danimarca con l'entrata in vigore all'inizio di agosto della legge anti-burqa, voluta dal governo conservatore di minoranza del premier, Lars Løkke Rasmussen, tenuto a galla dai voti parlamentari del Dansk Folkeparti, la formazione populista che si oppone all'immigrazione, specialmente da paesi musulmani considerati culturalmente incompatibili con la società danese. Una ventottenne che indossava il niqab - velo che lascia scoperti solo gli occhi - in un centro commerciale di Horsholm, cittadina a nord di Copenaghen, è stata multata dalla polizia con un'ammenda di 1.000 corone, circa 134 euro. Le forze dell'ordine sono intervenute in seguito all'alterco determinato dal tentativo da parte di un'altra donna di strappare il velo. Sia la contestatrice del niqab sia la donna velata sono state accusate di disturbo della quiete pubblica. La legge approvata nel maggio scorso dal Parlamento danese non fa esplicito riferimento al burqa o ad altri capi di abbigliamento della tradizione islamica, ma prevede sanzioni per chi in pubblico indossi indumenti, copricapo o maschere che nascondano il volto. La norma è stata contestata dalle associazioni per la difesa dei diritti umani, i cui militanti hanno dato vita a proteste nella capitale subito dopo la diffusione della notizia della multa: si tratta di un divieto "discriminatorio" hanno denunciato, "l'ultima di una serie di misure pericolose". Tuttavia, intervenendo a proposito di un analoga misura varata in Belgio, la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) ha sottolineato la prevalenza della tutela dell'armonia e della convivenza comunitaria sul diritto dell'individuo all'espressione della propria fede religiosa. Divieti totali o parziali del velo islamico sono in vigore anche in Francia, Austria, Bulgaria e in Baviera. In Danimarca in caso di recidiva la multa sale fino a 10 mila corone, 1.340 euro.

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