Ue, arriva turno dell'Austria. Per migranti tolleranza zero

. Esteri

Con un cancelliere popolar-populista come Sebastian Kurz da oggi al timone, l'Unione europea sembra indirizzata alla tolleranza zero sul tema immigrazione. Il giovane e iper-conservatore premier austriaco nel semestre di presidenza del Consiglio si propone di bloccare tutte le rotte dell'immigrazione illegale, con lo slogan "un'Europa che protegge". All'ultimo vertice di Bruxelles i leader europei hanno accettato di fare di più per proteggere la frontiera esterna dell'Unione, ma resta completamente aperto il problema di come ridistribuire i migranti all'interno dei diversi paesi. Questo punto interrogativo permane ed è una disputa lungi dall'essere risolta. In Germania la coalizione della cancelliera Angela Merkel è sull'orlo del collasso, i paesi di Visegrad continuano a creare tensioni e l'Italia ha appena sigillato i suoi porti nel tentativo di scoraggiare l'arrivo delle navi delle Ong cariche di profughi. "Penso che le persone siano giustamente stufe di sentire tante parole e di non vedere accadere nulla in pratica", dice chiaro e tondo Kurz, che a Vienna governa assieme al Partito della Libertà di estrema destra ed è considerato emissario dei voleri dei paesi di Visegrad. Allora l'Austria in concreto propone di rafforzare la protezione delle frontiere esterne, a partire da un potenziamento dell'agenzia di controllo Frontex, in termini di mandato, di personale e di risorse economiche. La prospettiva è quella di ulteriori 10 mila uomini entro il 2020; anche se l'ultimo aumento concordato, di appena 1.500, non è ancora stato raggiunto. I governi dell'Ue sono riluttanti, allo stesso modo in cui non sembrano disposti a trovare una soluzione comune per "condividere il peso" degli sbarchi attraverso una distribuzione equilibrata dei migranti in tutta Europa. Allo 'sceriffo' Kurz l'arduo compito di trovare la quadra.

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