Dal cilindro Ue esce il coniglio degli hotspot in Albania

. Esteri

L'Albania come terra promessa per i migranti del Mediterraneo. Dal cilindro dell'Unione europea sembra essere uscito il coniglio di creare hotspot nel paese balcanico, che da tempo aspira a essere accolto nell'Ue. L'Albania diventerebbe paese di accoglienza temporanea per i richiedenti asilo, in attesa del vaglio delle loro posizioni. In parallelo, Bruxelles continua a perseguire la pista di centri di raccolta in nord Africa. Secondo il commissario europeo per le migrazioni, Dimitris Avramopoulos, i profughi tratti in salvo potrebbero essere riportati da dove erano partiti, di qui la volontà di intensificare la cooperazione in particolare con Algeria, Egitto, Libia, Tunisia e Marocco. Con l'aiuto delle Nazioni Unite verrebbero chiusi i campi profughi "disumani" come quelli libici e creati luoghi sicuri per i rifugiati: "Voglio essere molto chiaro - ha scandito Avramopoulos - non voglio Guantanamo per i migranti". Ma la carta Albania sembra particolarmente appetibile: Tirana è ancora fuori dall'Ue e da Schengen,ovvero dal 'rischio' delle frontiere aperte verso l'Europa, e il porto di Durazzo avrebbe la capacità logistica di consentire il vaglio delle posizioni dei migranti lì scortati da Frontex, l'agenzia di frontiera dell'Ue. Dall'Albania le persone che non hanno diritto all'asilo potrebbero essere rimpatriate, mentre tutti gli altri potrebbero venire redistribuiti nei paesi Ue in base alle quote. Il portavoce dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) per l'Europa sudorientale conferma che dal 2017 l'Albania ha raddoppiato la sua capacità di ospitare e vagliarle posizioni di richiedenti asilo, con standard umanitari adeguati.

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