Apre l'ambasciata Usa a Gerusalemme, esplode la rivolta palestinese: 50 morti. La minaccia di Al Qaeda

. Esteri

Apre l'ambasciata americana a Gerusalemme mentre al confine tra Israele e Gaza scoppia la violenta protesta dei palestinesi guidata da Hamas, la più forte di queste ultime settimane. Il bilancio delle vittime si aggrava di ora in ora. L'esercito ha sparato contro i manifestanti che tentavano di abbattere le barriere e ha provocato una strage: 50 morti e circa 2.000 feriti compresi gli intossicati, secondo fonti palestinesi, mentre a Gerusalemme iniziava la cerimonia di apertura della nuova ambasciata Usa a testimonianza che Washington ritiene questa città capitale dello stato di Israele. Il premier Netanyahu ha fatto gli onori di casa. In prima fila la figlia del presidente Trump, Ivanka, e suo marito Jared Kushner, l'ambasciatore Usa David Friedman e il vice segretario di Stato Usa John Sullivan insieme al segretario al Tesoro David Mnuchin. Presente anche il presidente di Israele Reuven Rivlin. Suonato l'inno nazionale Usa. "Un grande giorno per Israele" ha detto Trump in un video messaggio. "Israele come ogni stato sovrano ha diritto a determinare la sua capitale" ha aggiunto. Ma la protesta si è estesa anche in Cisgiordania. E Al Qaeda, con un messaggio del suo capo al-Zawahiri, ha invitato i musulmani a prendere le armi contro Stati Uniti e Israele.

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