La strana guerra di Trump, scandita dai Tweet, per colpire la Siria senza fare fuori Assad

. Esteri

Alle 3,11 dopo annunci ripetuti a colpi di Tweet da Trump con repliche immediate di Putin, sono partiti i missili, un centinaio di cruise hanno colpito solo obiettivi mirati a Damasco e Homs. Evitate appositamente le basi russe e il loro spazio aereo. Nessun morto, solo qualche ferito. "Ho ordinato l'attacco", l'annuncio, non certo a sorpresa, di Trump, mentre i missili stavano già colpendo impianti collegati alla produzione di armi chimiche.  L'operazione e' stata portata avanti congiuntamente da da Usa, Francia e Gran Bretagna. Gli italiani con Gentiloni si sono chiamati fuori non prestando nemmeno le basi aeree. E' più una guerra di propaganda e di immagine che altro. Non si vuole infatti rovesciare il regime di Assad, ritenuto ancore un'ancora di salvezza contro gli jihadisti, ma solo inviargli un chiaro messaggio del tipo "non farlo più". Sempre che veramente l'abbia fatto, cioè usare armi chimiche, proprio nel momento più inopportuno, quando le sue truppe si stanno avviando a sconfiggere definitivamente i ribelli. Ma gli007 inglesi sono sicuri del grave misfatto del dittatore siriano. Nonostante si sia trattato di un attacco dimostrativo la reazione di Putin e' dura e chiede l'immediato intervento dell'ONU. I russi erano stati preavvisati dell'attacco. Se non altro non si tratta dell'inizio di una guerra globale. Differenti anche le valutazioni sull'operazione. Il Pentagono "Colpiti tutti gli obiettivi". Ma Mosca ed i siriani controbattano "Intercettati piu' della meta' dei missili. Secondo Mosca, per la precisione, 71 missili su 103 sarebbero stati intercettati. 

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