Nuove sanzioni Onu contro Pyongyang, col sì della Cina. E gli Usa si dicono pronti a una "guerra preventiva"

. Esteri

Gli Stati Uniti sono pronti a tutto per porre fine alla minaccia nucleare della Corea del Nord, anche a "una guerra preventiva" perchè ritengono inaccettabile di esser messi sotto tiro dai missili intercontinentali di Pyongyang, come gli ultimi due testati a luglio. Lo ha detto H.R. McMaster, il consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump, proprio nel giorno in cui al Palazzo di Vetro dell’Onu sono state approvate sanzioni economiche senza precedenti contro il regime di Kim Jong-un, sanzioni da un miliardo di dollari che rischiano di mettere in ginocchio il paese, colpendone l'export, ancor più di quanto non lo sia già, votate all’unanimità dal Consiglio di Sicurezza e quindi anche con il sì della Cina. "Se mi chiedete se stiamo preparando piani per una guerra preventiva rispondo di sì" ha affermato McMaster in tv, ricordando come "Trump sia stato molto chiaro su questo. Ha detto che non tollererà più le minacce della Corea del Nord. Per lui è intollerabile che abbiano armi nucleari che possano minacciare gli Usa. L’opzione militare è dunque sul tavolo". McMaster ha aggiunto di essere consapevole che un attacco alla Corea del Nord potrebbe portare a "una guerra molto costosa con sofferenze immense soprattutto alla popolazione sudcoreana" e ha spiegato di non poter dire se Pyongyang con i suoi missili sia o meno in grado di raggiungere San Francisco o Washington: "Quello che posso dire è che siamo di fronte a una minaccia gravissima". La risoluzione sulle sanzioni proposta dagli Usa dispone un divieto assoluto che riguarda i settori del carbone, ferro, piombo e dei prodotti ittici. Un colpo durissimo per un Paese povero e già profondamente isolato. Per il regime di Kim le nuove misure punitive significano un taglio di un miliardo di dollari l’anno, un terzo delle entrate complessive legate alle esportazioni. Ma evidentemente il dittatore nord-coreano deve aver passato il segno se anche la Cina, alleata e principale partner commerciale della Corea del Nord, per la prima volta non ha posto il veto e ha votato a favore delle sanzioni contro Pyongyang, prendendosi anche i ringraziamenti dell'ambasciatore Usa...

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