Dopo il voto Maduro vuole mettere "ordine" in Venezuela, a modo suo. "Di Trump non ce ne frega niente"

. Esteri

Non si placano caos e violenza in Venezuela dopo il voto per eleggere l'Assemblea Costituente e nel suo primo discorso pubblico il contestatissimo presidente Nicolas Maduro si è impegnato a "rimettere in ordine" il paese. dove dall'aprile scorso si sono registrate 120 vittime nei moti di piazza. E mettere ordine per lui significa "prendere misure", non è difficile immaginare quali, "contro il Parlamento, l'opposizione, la Procura generale e la stampa indipendente". Nelle ultime ore sono state uccise 13 persone. Il governo di Maduro ha definito un successo le elezioni per la Costituente dando una percentuale di partecipazione del 40% (su 19 milioni aventi diritto), ma l'opposizione ha denunciato brogli, ha detto che l'astensione del popolo venezuelano è stata dell'87% e ha chiesto alla comunità internazionale di non riconoscere l'esito della consultazione. Usa e Ue hanno espresso "preoccupazione per la democrazia" nel paese sudamericano. E sembra che Washington stia pensando ad adottare una serie di sanzioni per colpire l'industria petrolifera di Caracas, un'ipotesi accolta da Maduro con uno sberleffo prezzante: "Non ce ne frega niente (eufemismo, ndr) di quello che pensa Trump" 

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Non si placano caos e violenza in Venezuela dopo il voto per eleggere l'Assemblea costitutentyeIl caos e la violenza hanno segnato le elezioni per l'Assemblea Costituente voluta da Maduro. Tredici persone sono state uccise nelle ultime 24 ore, 120 in totale da aprile, e la protesta si è estesa in tutto il paese con momenti di vera e propria guerriglia urbana. Mentre il governo ha continuato ad assicurare che nel paese "regna la calma" e, nonostante la bassa affluenza, ha definito le elezioni un "successo storico" del chavismo. Un appello alla comunità internazionale è stato lanciato dal leader dell'opposizione Leopoldo Lopez che chiede di non riconoscere il voto e denuncia la "brutale repressione della protesta". Mentre gli Usa, secondo il Wall Street Journal, stanno valutando l'imposizione di sanzioni contro l'industria petrolifera del Venezuela che potrebbero avere un impatto devastante sull'economia del paese. 

Intanto i dati ufficiali parlano di un'affluenza del 41,5%, mentre l'opposizione di una astensione dell'87%. Aumentano intanto i paesi americani che non riconosceranno l'esito dello scrutinio: Messico, Colombia, Perù e Argentina; il Cile parla di voto "illegittimo"; gli Usa condannano le violenze

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