Scontro Roma-Parigi su Fincantieri. Lo sgarbo di 'Napoleone-Macron' fa infuriare il governo

. Esteri

La grandeur francese si manifesta non solo in politica estera, come nel caso della Libia, ma anche in decisioni di politica economica interna. Questo deve aver pensato Napoleone-Macron ordinando al suo governo di nazionalizzare "temporaneamente" i cantieri navali di Saint Nazaire: una mossa per impedire che il loro controllo passi nelle mani italiane di Fincantieri, come da accordo italo-francese firmato quando era presidente Hollande. Una decisione annunciata oggi dal ministro dell'industria di Otralpe che ha fatto crollare il titolo in borsa di Fincantieri (ha chiuso poi con un -2,6%) e infuriare il governo italiano che con Padoan e Calenda hanno parlato di decisione "grave e incomprensibile". Prima gli interessi nazionali strategici francesi, ha detto il governo di Parigi che ha inopinatamente e candidamente affossato l'accordo cui aveva dato il suo assenso il predecessore del giovane presidente francese, forse malato di eccessivo protagonismo, all'Eliseo. La reazione italiana non si è fatta attendere e anche la politica ha detto la sua accusando da destra e sinistra i francesi di protezionismo e nazionalismo inaccettabili e chiedendo a Gentiloni, con cui Macron ha avuto una conversazione telefonica di spiegazioni per spiegargli che si trattava di una misura temporanea, di fare la voce grossa con Parigi come in effetti hanno fatto Padoan e Calenda. Ora si vedrà il significato di quell'aggettivo, nazionalizzazione "temporanea", usato dal governo francese. Nuova manifestazione di protagonismo da parte di Macron, sempre oggi, sulla Libia. Prima ha annunciato la decisione della Francia di creare degli hotspot in territorio libico per selezionare i migranti in procinto di imbarcarsi sui gommoni per sbarcare in Italia al fine di valutare chi ha diritto a richiedere l'asilo in Europa. Una mossa, anche questa, partorita senza consultare nè l'Italia, direttamente interessata agli sbarchi, nè la Unione europea che però si è fatta subito sentire bacchettando ogni iniziativa individuale e nazionale non concordata in sede Ue per la soluzione del problema dei migranti. E Macron, qui, ha fatto marcia indietro: un comunicato dell'Eliseo dopo la protesta di Bruxelles, ha semplicemente smentito la storia degli hotspot francesi in territorio libico che aveva tirato fuori qualche ora prima il giovane titolare dell'Elieso.

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