Libia: Grandeur con "colonia" libica? Macron ci prova, con dietro Trump, a fare il "paciere" libico

. Esteri

Macron riuscirà a mettere a segno il suo primo colpaccio in politica estera dopo che sta perdendo terreno in casa propria? Ora quello che e' stato già definito, non senza quella punta ironica tutta transalpina, il "novello Bonaparte", tenta il rilancio. E da astuto politico, quale si sta mostrando, ha stretto un rapporto privilegiato  con un Trump, nella bufera si' per il Russiagate, ma pur sempre presidente della prima potenza mondiale. Macron e' riuscito, con lui in mezzo con sguardo furbesco, a fare stringere la mano Sarraj e Haftar. Con tanto di promessa di cessate il fuoco di elezioni in aprile. E' quello che e' emerso dalla "Conferenza di Parigi sulla Libia", convocata a sorpresa, soprattutto dell'Italia, dal leader "napoleonico". Con uno schiaffo proprio ai cugini della sinistra italiana, che tanto lo avevano osannato al momento della sua elezione. Ma sulla credibilità del patto c'e' qualche dubbio. Ed anche sul fatto che tutti rimangano a guardare Macron che si vuole fare una colonia. Un po' sull'onda di Sarkozy che ci aveva provato con una guerra che avrebbe dovuto produrre ben altri risultati. Per l'incontro, che dovrebbe segnare la svolta libica, Macron ha scelto il castello Saint Cloud a La Celle, a pochi chilometri da Parigi. Imperiale e napoleonico l'effetto scenografico della Conferenza. Sara' vera grandeur? Più di un dubbio circondano le promesse reciproche  tra i due principali contendenti libici, promesse già fatte nel passato a Roma anche se senza stretta di mano. Chissa' se e quando si arriverà ad una vera stabilizzazione di quel paese logorato da anni d guerra, paese nel caos che esporta migrazione di massa con una sola rotta, le coste italiane. Macron da solo può  riuscire nel miracolo? 

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