Doppio attacco dell'Isis a Teheran, 12 morti. I deputati gridano "Abbasso gli Usa"

. Esteri

Doppio attacco dell'Isis a Teheran. Due commando composti in totale da otto persone tra cui una donna, kalashnikov e altre armi n pugno, sono entrati in azione stamane quasi contemporaneamente contro il Parlamento iraniano (il Majlis) e  il mausoleo del fondatore della repubblica islamica dell'Iran, l'ayatollah Khomeni: dodici morti e 35 feriti il bilancio provvisorio degli attentati, senza contare sette tra gli assalitori o uccisi dalle forze di sicurezza o fattisi esplodere (almeno due i kamikaze). Arrestata la donna. L'Isis ha subito rivendicato l'azione mentre gli iraniani hanno addossato la responsabilità degli attentati oltre che al Califfo anche agli Usa e a Trump che solo una settimana fa, nell'incontro con gli alleati della regione (Arabia Saudita in testa), aveva tuonato contro l'Iran "sponsor del terrorismo". Con l'occhio alla storia quello di stamane è un altro episodio della secolare guerra tra sunniti e sciiti, una guerra mai sopita nel mondo islamico, ma il doppio attacco è stato condotto con modalità che ricordano quelle degli attentati in Europa sempre dei seguaci di Desh e di Al-Qaeda. L’Iran è stato minacciato più volte dall’Isis nella sua propaganda sul Web, e personalmente dal Califfo Abu Bakr al-Baghdadi. L’Iran sciita è infatti considerato il nemico numero uno dell’ortodossia sunnita propugnata da gruppi estremisti come lo Stato islamico e Al-Qaeda. L'attacco a Teheran, dicono i Pasdaran iraniani, le Guardie della Rivoluzione, "è avvenuto solo una settimana dopo l'incontro tra il presidente Trump e gli alleati nella regione e il coinvolgimento dell'Isis mostra le loro responsabilità". I Pasdaran promettono "vendetta" per il "sangue versato". "Morte agli Usa, abbasso gli Stati Uniti" hanno gridato a loro volta i deputati iraniani presenti nel Parlamento nazionale, durante l'attacco terroristico nell'edificio.  

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