Londra, l'attentato irrompe nella campagna per il voto, Corbyn rimonta e alla May dice "Dimettiti"

. Esteri

L'attacco del terrorismo islamico a Londra ha fatto irruzione nella campagna per il voto di giovedì destinato a rinnovare il Parlamento britannico. Mentre la polizia diffonde le foto e l'identità di due degli attentatori, il leader laburista Jeremy Corbyn ora nei sondaggi tallona la premier Theresa May che ha voluto le elezioni anticipate per avere mano libera nelle trattative con Bruxelles sulla Brexit. Ma da quel 22 aprile, quando la May dette l'annuncio del voto anticipato sicura di riuscire a incassare una solida maggioranza per i Tories, tanta acqua è passata e purtroppo tanto sangue è scorso. Un paese scosso dagli attentati di matrice islamica, a Manchester come a Londra, ma animato dalla voglia di riprendere le sue abitudini si trova ora a decidere se dare fiducia al governo in carica o fornire una chance ai Laburisti dati ampiamente per sconfitti fino a un mese fa. E Corbyn - che è dato a soli tre punti dalla May rispetto ai venti di fine aprile - fiuta l'aria e incalza la titolare di Downing Street invitandola a dimettersi. La accusa di aver voluto e deciso lei, quando era ministro degli Interni, e lo è stata per sei anni con Cameron, quei consistenti tagli alla polizia che hanno aperto falle nella sicurezza (20.000 uomini in meno). La premier risponde negando le sue responsabilità: "Le risorse all'antiterrorismo non sono state tagliate e io ho aumentato i poteri della polizia". Ma è chiaramente in imbarazzo, e non risponde - sottolineano i media britannici - quando i giornalisti le rammentano cosa diceva quando era ministro degli Interni e la polizia protestava per i tagli all'organico. "Gridate al lupo, al lupo..." diceva allora la May, ma alla fine il 'lupo' è arrivato, sotto le spoglie degli attentatori islamici e affiliati dell'Isis. E ora è un testa a testa. Intanto, a 48 ore dall'attentato al London Bridge, la polizia ha diffuso identità e foto di due dei tre terroristi uccisi dagli agenti: Khuram Butt, figlio di pachistani e Rachid Redouane, di origini marocchine, entrambi di Barking, Londra est. Il primo, 27 anni, era considerato il capo della cellula che ha sferrato l'attacco ed è l'uomo che compare nel documentario di Channel 4 sull'integralismo islamico nel Regno Unito mentre sventola una bandiera dell'Isis a Regent's Park. Il filmato è andato in onda l'anno scorso: l'uomo viene ripreso con due predicatori islamici noti alle forze dell'ordine mentre discute con gli agenti di polizia che erano intervenuti. Sembra che fosse 'attenzionato' dall'intelligence ma non considerato in grado di preparare e tanto meno di portare a termine un attentato...

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