G7, Germania e Stati Uniti "tornano in guerra". Per antipatia Trump-Merkel

. Esteri

Trump e' un vecchio americano, tra l'altro con genitori di origini tedesche che sfuggiti al nazismo quando tornarono furono accolti con tale entusiasmo che preferirono riattravversare l'oceano. La Merkel e' figlioccia della Germania comunista dell'Est, alla caduta del muro adottata politicamente dal leader  della Cdu  Helmut Kohl che poi (come ha raccontato la moglie dopo la sua morte) pugnalo' alle spalle. Come potevano amarsi? Anche antropologicamente così diversi? Che Trump non ami i tedesco ne' di ieri, ne di oggi non e' un mistero e visto il tipo non ne fa un mistero. Lei la cancellieria fa la scandalizzata. Ebbene questa pubblica dimostrazione di reciproca antipatia e' l'unico concreto risultato del G7 di Taormina. Comunque se non una conferenza stampa comune, che infatti non c'e' stata, un documento finale doveva pur essere fatto. Trump cede sul protezionismo (sai che sforzo non aumentare le sanzioni al suo amico Putin), ma non arretra sul clima. Ha detto che fara' sapere nei prossimi giorni, ci deve pensare se rispettare gli accordi di Parigi. Altro punto di attrito forte con la Merkel, tanto attaccata al tema che dieci anni fa in occasione di un G8 con George W. Bush le venne affibbiato il soprannome di "Klimakanzierin", ovvero cancelliera del clima. Nel comunicato finale si conferma lo schema del "sei contro uno". Uniti, ma a parole, sai come se la ridono quelli dell'Isis, nell'annunciare un grande sforzo comune. Ma se appena due giorni fa si e' arrivati all'incidente diplomatico tra alleati storici come gli inglesi e gli americani per la fuga di notizie sull'attentato di Manchester.  

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA
Puoi leggerci da Smartphone e Tablet Pc direttamente su Google Play Edicola




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi