Emailgate, spunta un terzetto nel thriller per la corsa alla Casa Bianca con Trump che gode

. Esteri

Vuoi vedere che alla fine l'8 novembre ci sarà una grossa sorpresa per l'America ed il mondo? E' la domanda che cominciano a porsi molti americani e non solo. Quella della corsa alla Casa Bianca sta diventando sempre di più un thriller politico, degno della fama di un grande scrittore. Le sorprese fioccano, e sempre per buttare giù dalla torre, a cicli inversi, uno dei due candidati. Per chi voterà l'America? Quello con le minore colpe o quello con minori peccati? Certo la scelta e' molto difficile, sia sulle colpe che sui peccati. Ma in tema di bugie, di una diversa rappresentazione pubblica rispetto a quanto detto tra le mura amiche, la Clinton e' messa davvero peggio di Trump, E si sa quanto gli americani, in una nazione tutta basata sulla parola, in politica detestino la bugia. Ne sa qualcosa Nixon. Poi ci sono i sondaggi, quanto affidabili e' tutto da verificare. Pronosticare un risultato complesso come quello americano in generale, ed in particolare per questa volta (dove sono più le mancanze che i meriti di entrambi i candidati) consultando poco più di un migliaio di persone appare poco convincente. Chi normalmente decide l'inquilino dello studio Ovale fa parte dell'America profonda o delle varie componenti etniche presenti. Ora Trump e' il vero antisistema, ha contro perfino l'establishment del suo partito, i repubblicani. E lui si rivolge solo al popolo americano. Il vero populista, tanto detestato quanto di moda. Ha contro tutti, commentatori, giornali progressisti ma anche conservatori, media, politici di altri paesi ad eccezione dello zar, Putin. Veniva dato per spacciato dopo gli ultimi duelli tv e la storia della sua aggressività con le donne. A parole pero', perché si trattava di un vecchio fuori onda con le sue smargiassate da conquistatore. Il vantaggio della Clinton era considerato abissale, salvo poi a ridursi di giorno in giorno, fin quasi al pareggio. E sul più bello ecco spuntare fuori un'altra storia che potrebbe inguaiare la Clinton anche se dovesse essere eletta. Potrebbe essere messa sotto accusa comunque. Arriva puntuale il nuovo emailgate, che ne vede al centro tre personaggi. Un  poliziotto, il capo dell'Fbi, James Comey, un repubblicano apprezzato dai democratici di Obama, che apre un'indagine sui computer di Antony Wiener con contenuti che definire scabrosi e' poco. Questo signore e' un ex politico emergente del partito democratico, mandato a nozze,  per intercessione della stessa Hillary, con la sua assistente personale, Huma Abedin, giovane, fidatissima ed ambiziosissima. Lui ebreo, lei musulmana, nata in Michigan ma cresciuta in Arabia Saudita. Una coppia bella, felice e molto potente. La rappresentazione dell'integrazione di religioni e cultura della quale l'America, almeno quella democratica, vorrebbe essere l'incarnazione. Ma la serenità dura poco, perché Antony aveva ed ha un vizietto. Vizietto che dopo una prima volta perdonata, dalla moglie e dalla stessa Hillary, lo ha costretto all'ennesima ricaduta a lasciare politica e moglie. Anzi dalla moglie e' stato lasciato, sempre su consiglio di Hillary. Si scattava foto da nudo e se le scambiava con ragazzine anche di 15 anni. Nell'ultima, cio' che ancora di più indegna, e' che vicino ad un suo foto c'era il figlioletto di appena quattro anni. Nel computer dell'uomo sono finite, per negligenza della moglie Huma, l'assistente di Hillary, anche molte email riguardanti la candidata alla Casa Bianca. Un vero casino. Dalla lettura di queste email emerge il doppio linguaggio dell'ex firsrt lady sui temi fondamentali con evidenti contraddizioni tra quanto promette e quel che dice a porte chiuse alle lobby più influenti. Emergono "inciuci" con una stampa servile e quella che appare una corruzione implicita multimilionaria tramite la sua Fondazione anche con governi stranieri. Insomma il vero volto della Clinton e, in genere, del potere di Washington, che provoca disguto e rabbia negli americani. Qui si inseriscono gli stipendi multipli, della sua assistente al centro del nuovo scandalo. Pagata simultaneamente dal Dipartimento di Stato, dalla Fondazione Clinton e da una società di consulenza di Douglas Band, ex consigliere di Bill alla casa Bianca e vecchio amico di famiglia. Un bell'inghippo. Molti americani pensano che se Hillary perderà sarà solo per colpa sua e del suo discutibile passato, pieno di ambiguità non solo strettamente politiche. 

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