Tunisia, il terrorista aveva fatto l'animatore nei resort. Primi arresti per la strage

. Esteri

Li conosceva bene i resort di Sousse, meta di vacanze di turisti stranieri: vi aveva lavorato, come animatore. A tre giorni dalla strage sulla spiaggia, cominciano ad emergere nuovi particolari sul giovane studente di ingegneria informatica e assiduo frequentatore di una piccola moschea salafita a Keirouan, città santa dell'Islam, che ha dato seguito con raffiche di kalashnikov ai deliranti post su Facebook che inneggiavano alla jihad e a quel tweet dell'alba di venerdì con l'hashtag sulla "conquista" di Sousse. Seifeddine Rezgui, che aveva fatto in passato l'animatore nei resort di lusso del golfo di Hammamet, sarebbe stato prima indottrinato dagli imam salafiti della sua città e poi addestrato militarmente dall'Isis in Libia per compiere da 'lupo solitario' gesti eclatanti contro i cittadini dei paesi occidentali (sarebbero trenta le vittime britanniche della strage di venerdì). Ma tanto 'solitario' Seifeddine non era, almeno a giudicare dall'annuncio della polizia tunisina circa una prima serie di arresti tra coloro che avrebbero aiutato il giovane jihadista a compiere la sua missione. Seifeddine non sarebbe giunto sulla spiaggia del resort di lusso dal mare, su un gommone, come sembrava dalle prime testimonianze, ma sarebbe giunto davanti all'albergo a bordo di un'utilitaria che si è allontanata subito dopo averlo scaricato lì col suo kalashnikov. Non c'era bisogno di aspettarlo, il giovane e chi lo aveva accompagnato sapevano che quella azione non prevedeva un 'ritorno', così come infatti è accaduto. Dunque il giovane aveva uno o più complici e non è escluso che tra gli arrestati vi sia chi lo ha aiutato nella preparazione della strage del venerdì. La polizia tunisina sta anche esaminando il cellulare che l'attentatore ha gettato in mare prima di cominciare la sua mattanza.

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