Day after: Juncker l'anti Tisipras "Greci votino si', non voglio Platone in serie B". Merkel "Se fallisce euro, fallisce Europa"

. Esteri

Grecia, il day after. C'e' il caos, la gente appare disorientata e per la maggior parte e' senza soldi, con pochi euro in tasca. Il paese appare sull'orlo del baratro con banche e borsa chiuse.  Consentiti prelievi al bancomat solo fino a 60 euro.  Le cancellerie di mezzo mondo con Obama in testa stanno cercando di superare l'impasse e di fare riprendere la trattativa prima che sia troppo tardi. Perché se l'euro fallisce, ha avvertito la Mekel "fallisce l'Europa". La spinta di tutti e' rivolta ad arrivare ad un "compromesso". La trattativa tra il governo greco e l'Europa per evitare il default "non e' una partita a poker, o vinciamo tutti o perdiamo tutti", e' il monito del presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, rattristato e rammaricato, perché i "giochi tattici e populisti hanno avuto la meglio". Ma ora Juncker passa all'attacco, fa l'anti Tisipras e invita il popolo greco a disattendere l'invito del loro premier e a votare nel referendum, fissato per sabato prossimo, per la permanenza in Europa. E spiega: "Mi sento tradito, ho fatto il possibile. Devo chiarire alcuni punti del piano proposto alla Grecia. Non ci sono tagli alle retribuzioni, nessuno deve dare l'impressione che ce ne siano, non e' stata mai un'opzione messa sul tavolo, e nessun taglio alle pensioni. Abbiamo solo proposto di modernizzare la griglia salariale dei dipendenti pubblici". Ed ancora: "Non abbiamo posto ultimatum e lo spirito e' sempre stato europeo. L'uscita della Grecia non e' mai stata un'opzione". "Non voglio vedere Platone in serie B", la conclusione del presidente della Commissione europea.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi