Fuga dalla Tunisia. Chiuse 80 moschee. L'Isis rivendica la strage. Renzi "Non accetteremo di vivere nel terrore"

. Esteri

Il giorno dopo la strage a colpi di kalashnikov in spiaggia (un terrorista jihadista ha ucciso 39 persone, in maggioranza turisti stranieri tra cui otto inglesi, un belga e un tedesco ospiti di due hotel di lusso a Sousse, nel golfo di Hammamet), attentato rivendicata dall'Isis, il governo laico tunisino ha attuato un giro di vite "contro i centri di predicazione dell'odio religioso". L'annuncio è stato dato dal premier Habib Essid. Saranno dunque chiuse 80 moschee per incitamento alla violenza. Ma intanto è fuga di turisti dalla Tunisia con voli charter speciali. Scappano soprattutto i cittadini britannici come consigliato dal governo Cameron. La strage è stata rivendicata dallo Stato islamico su Twitter: un post in cui si spiega che "un soldato del Califfato" ha attaccato le "tane della fornicazione, del vizio e dell'apostasia" e questo "malgrado le misure" di sicurezza "rafforzate attorno a queste tane". La maggior parte delle persone uccise, aggiunge la rivendicazione attribuita all'Isis, sono per la maggior parte cittadini "di Stati dell'alleanza crociata che combatte lo Stato del Califfato". Pubblicata anche una fotografia del presunto attentatore, il cui nome di battaglia sarebbe Abu Yahya al-Kairouani. Riferendosi alla strage in Tunisia ma anche agli attentati in Francia ,a Kuwait City e in Somalia, tutti rivendicati o attribuibili al Califfato, il premier Matteo Renzi oggi ha detto: "Noi non accetteremo mai di vivere nel terrore, ma mantenendo tutti i livelli di prudenza rimarremo sempre aperti al dialogo e alla cultura".

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