Conti pubblici, arriva assestamento bilancio. Scudo Mattarella, "non c'è ragione per infrazione"

. Economia

Il Consiglio dei ministri ha approvato l'assestamento di bilancio per il 2019, un passaggio necessario per evitare la procedura d'infrazione dell'Unione europea sul debito. Il rapporto deficit/Pil per il 2019 scende al 2,04% rispetto al 2,4% previsto nel Def di aprile. In parallelo, il Cdm ha dato via libera a un decreto per congelare i risparmi derivanti dalla minor spesa per reddito di cittadinanza e quota 100 e destinarli al "miglioramento dei saldi di finanza pubblica". Le misure di messa in sicurezza dei conti pubblici italiani hanno trovato il sostegno del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita ufficiale a Vienna: "Non vedo ragione - ha detto - per aprire la procedura di infrazione" e ha aggiunto: "Vi è una condizione di base dell'economia italiana di grande solidità. L'Italia è la terza economia dell'Ue ed è la seconda manifattura d'Europa. Le indicazioni sono rassicuranti e non vi è motivo per aprire un'infrazione". Secondo il ministero dell'Economia: "I provvedimenti varati creano le condizioni per rendere ingiustificato l’avvio di una procedura di infrazione per deficit eccessivo". Dal Mef si fa notare che "quest'anno l'indebitamento netto dell'Italia si ridurrà di 7,6 miliardi, senza per questo penalizzare l'impegno del governo a favore della crescita economica, della coesione sociale e della stabilità finanziaria del paese, tutte priorità che verranno confermate anche nellalegge di bilancio 2020". Su queste basi la Commissione potrebbe far slittare la decisione sulla procedura d'infrazione, anche al momento non ci sono impegni formali sul livello del deficit per 2020, ma stime indicano un indebitamento previsto al 2,1%. Naturalmente si dovranno fare i conti con l'obiettivo programmatico indicato da Salvini della "flat tax", che ha un costo stimato tra i 10 e i 15 miliardi. Con la riunione del Consiglio dei ministri è andato in scena l'ennesimo litigio Salvini-Di Maio. Il capo grillino era assente, come annunciato anticipatamente, ma ha diffuso una dichiarazione via social in cui si chiedeva alla Lega di fare squadra sulla vicenda Autostrade-Benetton. Parole indigeste per il ministro dell'Interno, che ha deciso di lasciare Palazzo Chigi a riunione ancora in corso. Lo stesso Salvini ha tuttavia ridimensionato la portata dello scontro: "Nessuna polemica con Di Maio, abbiamo solo tanto lavoro da fare. Chi ha sbagliato deve pagare, caro e fino in fondo, ma non devono andarci di mezzo migliaia di lavoratori o di piccoli risparmiatori che non hanno colpe ". Una buona notizia per l'esecutivo è giunta dall'Istat: per la prima volta da oltre sette anni, a maggio il tasso di disoccupazione è sceso sotto la doppia cifra, al 9,9%. Di Maio parla di successo del decreto Dignità, ma dall'opposizione Matteo Renzi replica secco: "Il governo esulta per i dati sul lavoro. Li avranno letti? Con noi (2014-18) più di 1,1 milioni di nuovi posti di lavoro. Con loro (2018-19) meno di centomila. Chi si accontenta gode".
(foto da sito governo.it)

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