Mini-bot, anche Tria li boccia (e finisce nel mirino di Salvini e Di Maio)

. Economia

Per i mini-bot, idea cara alla Lega ed in particolare a Borghi, presidente della commissione bilancio della Camera, anche Tria finisce nel mirino dei due vice-premier. Anche lui, come aveva fatto il capo della BCE  Mario Draghi e il numero 1 di Bankitalia Visco, ha infatti bocciato l'ipotesi che lo Stato possa ricorrere ai mini-bot per pagare i suoi debiti alle imprese incorrendo così negli strali di Salvini e Di Maio che criticano tutti quelli che stanno valutando coem un pò strampalata l'idea sostenuta in primis dal Carroccio se non un primo passo verso l'italexit. Dall'opposizione e dai giovani di Confindustria altre sonore bocciature: per Zingaretti lo stato deve assolvere ai suoi impegni con le imprese ma con soldi veri non con pezzi di carta, per i secondi i mini-bot sono come i "soldi del Monopoli". Ma dal governo gialloverde, o meglio dai due vice-premier perchè Conte appare in questa vicenda defilato, si insiste a difendere anche a brutto muso questo ipotetico strumento finanziario. Al titolare del ministero dell'Economia che dal G20 di Tokyo fa sapere che il Mef ha già dato "parere negativo" sui mini-bot (ripetendo parola per parola le motivazioni già espresse da Mario Draghi) rispondono con durezza e all'unisono Di Maio e Salvini: "Se lo strumento per pagare le imprese non è il mini-bot - scrive Di Maio su Facebook - il Mef ne trovi un altro. Ma lo trovi, perché il punto sono le soluzioni, non le polemiche, né le presunte ragioni dei singoli. Ripeto, una parola: soluzioni!". "Questa storia dei mini-bot sta diventando paradossale (...) il Mef dice che sono inutili e che è sufficiente pagare le imprese, allora lo faccia. O che studi un piano per iniziarlo a fare! Perché qui stanno sempre tutti zitti, fermi, immobili, poi appena qualcuno propone qualcosa si svegliano e dicono 'ah, no, non si può fare'". "Sullo strumento dei mini-bot si può discutere, è una proposta, ma il fatto che sia urgente pagare le decine di miliardi di euro di arretrati e di debiti che la pubblica amministrazione ha nei confronti di imprese e famiglie (debiti risalenti a governi e anni precedenti) deve essere chiaro a tutti, in primis al ministro dell'economia. È una questione di giustizia" la risposta di Salvini. (nella foto Borghi, da ilfoglio.it)

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