Doccia gelata da Fmi e Ue sulle stime di crescita: Pil 2019 lontano dall'1%

. Economia

Fondo monetario internazionale e Commissione europea sono pessimisti sulla crescita dell'Italia nel 2019: se il premier Conte ha detto di ritenere - e non ha cambiato idea - che quello in corso sarà un anno "bellissimo" per il Belpaese grazie alle misure inserite nella manovra e che il Pil crescerà dell'1%, da Washington e da Bruxelles arrivano invece stime per nulla incoraggianti e di segno contrario. La Commissione Ue si appresta infatti a rivedere le stime di crescita dell'Italia per il 2019, fissandola a un misero 0,2%, con un taglio netto anche rispetto alla sua ultima previsione di novembre (1,2%). Un dato, precisano fonti Ue, che tiene in considerazione anche gli effetti della manovra varata a dicembre. E il Fondo guidato dalla Lagarde è appena un pò meno drastico: l'Italia crescerà nel 2019 solo dello 0,6% ma avverte: in caso di acuto stress del nostro paese l'effetto contagio potrebbe essere globale e significativo portando i mercati mondiali in territori inesplorati. Per l'Fmi i problemi deriverebbero dal reddito di cittadinanza e da quota 100: il reddito di per sé e' un passo nella giusta direzione ma prevede benefit "molto alti", soprattutto "al Sud dove il costo della vita è più basso" cosicché rischia di essere un ''disincentivo al lavoro'' o di creare "dipendenza dal welfare". Quanto a quota 100 per il Fmi le regole per il pensionamento anticipato sono state "allentate notevolmente. Questo potrebbe aumentare il numero dei pensionati, ridurre la partecipazione al mercato del lavoro e la crescita potenziale, e aumentare i già elevati costi pensionistici".

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