Al via la grande zona di libero scambio tra Ue e Giappone

. Economia

Al via da oggi l'accordo di libero scambio tra l'Unione europea e il Giappone, quasi tutte le tariffe con la terza più grande economia mondiale sono state rimosse grazie a un'intesa che interessa 635 milioni di persone e quasi un terzo dell'economia mondiale. Eliminati i dazi su quasi tutti i prodotti agricoli e industriali e importanti aperture anche per il settore dei servizi e degli appalti, le aziende europee potrebbero risparmiare ogni anno circa un miliardo di euro. Per la prima volta, l'accordo commerciale include anche gli impegni sul clima assunti dalla Conferenza di Parigi e tocca le questioni dello sviluppo sostenibile, stabilendo inoltre norme per la protezione del lavoro e dei consumatori. Per il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker: "Il nuovo accordo offrirà ai consumatori una scelta più ampia e prezzi più convenienti, proteggerà i grandi prodotti europei in Giappone e viceversa e darà alle piccole imprese di entrambe le parti la possibilità di espandersi in un mercato completamente nuovo", insomma metterà "il turbo" alle relazioni commerciali con Tokyo. La commissaria europea per il commercio, Cecilia Malmstrom, sottolinea il rilievo 'politico' dell'accordo in tempi di dazi e sovranismo galoppanti: "Questo accordo elimina le tariffe e nello stesso tempo dimostra al mondo che restiamo convinti dei benefici del commercio aperto". Il Giappone è il secondo partner commerciale dell'Ue in Asia dopo la Cina. Le imprese del Vecchio Continente esportano ogni anno 58 miliardi di euro di merci e 28 miliardi di euro di servizi verso il paese del Sol Levante. Bruxelles stima che le esportazioni in Giappone aumenteranno del 13%, per un valore di 13 miliardi di euro. Sul fronte europeo il settore che trarrà più vantaggi è quello alimentare, mentre sull'altro fronte le auto nipponiche costeranno di meno. L'Ue e Tokyo hanno avviato negoziati per un accordo di libero scambio nel 2013. Il Parlamento europeo e il Parlamento giapponese lo hanno approvato nel corso del 2018, dopo la conclusione dei negoziati a dicembre 2017.

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