Medici incrociano le braccia. In manovra niente per contratto e sanità pubblica

. Economia

Sciopero di 24 ore dei medici e dei veterinari del Sistema sanitario nazionale. Alla base dell'agitazione il rinnovo del contratto di lavoro fermo da dieci anni, ma anche la richiesta di maggiori fondi per la sanità pubblica, definita dai sindacati dei camici bianchi come "ormai al collasso". Una protesta, insomma, anche a tutela dei cittadini, per assicurare a tutti un'adeguata assistenza sanitaria e anche in occasione dell'astensione dal lavoro sarà garantita la "continuità delle prestazioni indispensabili". Carlo Palermo, segretario nazionale di Anaao Assomed, il sindacato più rappresentativo nel settore, rileva: "Il momento degli ospedali, dei medici e dei dirigenti sanitari, della sanità pubblica arriva solo quando si vuole tagliare, chiudere, risparmiare, a volte accusare. Insomma, entriamo nell'agenda sociale e politica del paese sempre con un segno meno. Lo sciopero mira a correggere questa deriva". Per la Fp-CgilMedici: "Il 'governo del cambiamento' continua a definanziare il servizio sanitario pubblico, a danno della cittadinanza e a beneficio del privato", mentre la Uil-Fpl lancia l'allarme: "Mancano circa 20 mila medici l'età media del personale medico supera i 54 anni e si prevedono migliaia di uscite con i nuovi pensionamenti". Alle contestazioni cerca di mettere riparo la ministra della Salute, la pentastellata Giulia Grillo, secondo cui "nella legge di bilancio è previsto l'aumento del fabbisogno sanitario nazionale standard per il 2019-21 e ci sono le risorse per onorare gli impegni presi sui rinnovi contrattuali". L'esponente di governo è generosa di promesse e annuncia prossimamente "nuove assunzioni, che significano futuro per il servizio sanitario pubblico".

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