Alta tensione Lega-M5s poi l'intesa sul condono. Quota 100 da febbraio, 1 mld dai tagli alle 'pensioni d'oro'

. Economia

Alta tensione per tutta la giornata tra Lega e Cinquestelle sulla 'pace fiscale', il decreto sul maxi-condono collegato alla manovra. Poi l'intesa tra Salvini e Di Maio poco prima del Consiglio dei ministri che deve approvare il documento sulla legge di bilancio da inviare all'esame di Bruxelles entro la mezzanotte, anche se il temine non è proprio tassativo. L'accordo politico tra i due leader ha retto quando sembrava che le posizioni fossero inconciliabili, con la Lega attestata a difesa del dl fiscale che contiene misure a lei care e i grillini a far muro soprattutto per non apparire come difensori dei 'grandi evasori' nei confronti dei quali hanno ottenuto la previsione del carcere. Al centro della 'pace fiscale' due o tre misure-chiave: la possibilità per chi a causa della crisi non ha soldi per pagare i suoi debiti ma non è un evasore perché in regola con le dichiarazioni dei redditi di presentare una dichiarazione integrativa per sanare il pregresso con una parte del dovuto in base a soglie variabili (da capire se fino a 100.000 euro, cioè una soglia più bassa del milione di euro ventilato dalla Lega ma più accettabile per i pentastellati), una rottamazione-ter delle cartelle Equitalia ma più blanda e con un rateizzazione più lunga (fino a 5 anni), la cancellazione delle mini-cartelle fino a 1000 euro (da 2000 al 2010). Più i generale al termine della giornata Salvini ha potuto annunciare che il primo passo dello smantellamento della legge Fornero avverrà a febbraio con l'introduzione di quota 100. Specularmente Di Maio ha spuntato il taglio delle cosiddette 'pensioni d'oro', quelle oltre i 4.500 euro netti, misura che entrerà nella legge di bilancio (che ha tanto bisogno di coperture). In tre anni - fanno sapere i grillini - il taglio porterebbe nelle casse dello stato un miliardo di euro, cifra ben superiore però a quella ipotizzata pochi giorni fa dal presidente dell'Inps Boeri: se il taglio riguardasse, come sembra confermato, gli assegni superiori a 4.500 euro il risparmio per lo stato sarebbe di soli 150 milioni di euro l'anno. Se Boeri dice il vero qualcosa non quadra...

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