Turchia, crolla la lira. Timori Bce, ma Erdogan confida in Allah

. Economia

Forte allarme sui mercati finanziari internazionali per il nuovo crollo della lira turca, scesa al minimo storico contro il dollaro con il più grande calo in un solo giorno dal 2008. La Banca centrale europea (Bce) è fortemente preoccupata per l'esposizione delle banche di vari paesi Ue nei confronti della Turchia e, in particolare, di istituti di Spagna, Italia e Francia. Ad aggravare la crisi economica, in una fase di tensione a livello mondiale per la guerra dei dazi voluta da Trump e un contesto monetario globale cambiato, c'è la spaccatura diplomatica tra Turchia e Stati Uniti, per il rifiuto delle autorità turche di revocare gli arresti domiciliari al pastore evangelico, Andrew Brunson, che ha provocato la reazione della Casa Bianca con sanzioni nei confronti di due ministri turchi. È la prima volta che Washington adotta una linea così dura nei confronti di un paese che appartiene alla Nato. La vicenda ha acuito tra gli investitori le preoccupazioni sulla traiettoria autoritaria imposta del presidente, Recep Tayyip Erdogan, che ha messo sotto stretto controllo anche l'economia del paese. Nel corso dell'anno la moneta turca ha perso un terzo del suo valore e l’inflazione ha superato il 15% a giugno. Gli investitori si attendevano un aumento dei tassi d'interesse, ma Erdogan - fautore da sempre di bassi tassi - si è decisamente opposto. E proprio da Erdogan giunge un pressante invito ai suoi cittadini a non farsi prendere dal panico. Il presidente denuncia "campagne" in corso contro Ankara: "Non prestate alcuna attenzione a queste campagne - ha detto con accenti sovranisti, secondo le parole riportate dall'agenzia di Stato Anadolu -. E non dimenticate: se loro hanno i dollari, noi abbiamo la nostra gente, il nostro diritto, il nostro Allah".

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