Fumata bianca dopo il tira e molla. Per Cdp passa il candidato di Di Maio, Fabrizio Palermo

. Economia

Fumata bianca a palazzo Chigi sulle nomine dopo ore travagliate con il braccio di ferro tra i due vice-premier Di Maio e Salvini da una parte e il ministro del'Economia Tria dall'altra (anche se il capo politico dei Cinquestelle ha negato di volere le dimissioni del ministro). Oggi un vertice nella sede del governo presenti il premier Conte, il vice-premier Di Maio, il titolare di via XX Settembre Tria e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Giorgetti ha sancito lo sblocco della situazione con l'accordo per la nomina del candidato di Di Maio al vertice della Cassa Depositi e Prestiti, un salvadanaio da 400 miliardi che i grillini vorrebbero trasformare in banca di investimenti. Non è ancora ufficiale perchè si aspetta l'assemblea di Cdp il 24 luglio ma il nome sul quale è stata raggiunta l'intesa, secondo fonti di governo, è quello di Fabrizio Palermo, attuale direttore finanziario dell'istituto che sarà il nuovo amministratore delegato. Palermo, 47 anni, si è laureato in Economia e Commercio alla Sapienza di Roma, ma le ossa se le è fatte in finanza dove è stato analista finanziario a Londra per la divisione investment banking di Morgan Stanley. Nel 1998 approda alla McKinsey, la nota società di consulenza che ha tenuto a battesimo altri manager come Corrado Passera, Alessandro Profumo, Paolo Scaroni, Ettore Gotti Tedeschi. Qui si specializza in ristrutturazioni aziendali. Alla McKinsey rimane fino al 2005, quando entra nell'orbita delle aziende statali con Fincantieri dove fa carriera e arriva ad essere vicedirettore generale dal 2011 al 2014 e direttore finanziario dal 2006 al 2014. Nel 2014 il passaggio a Cassa Depositi e Prestiti, con la chiamata di Giovanni Gorno Tempini in accordo con Fincantieri per portare Palermo nel ruolo di direttore finanziario nella controllante. Resta consigliere di Fincantieri e tra gli altri incarichi fa parte anche del consiglio del fondo Atlante, il fondo lanciato per salvare le banche in difficoltà. Sempre nel vertice di oggi l'intesa tra governo e maggioranza sul nuovo direttore generale del Tesoro che dovrebbe essere Alessandro Rivera. L'accordo raggiunto tra M5S e Lega con il ministro dell'Economia e il presidente del Consiglio sulle nomine in Cdp sarebbe un'intesa ampia che, per quanto riguarda la Cassa, coinvolgerebbe l'intera governance dell'istituto.

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