Uffizi: le nuove sale della pittura del '500, un "museo nel museo"

. Cultura

La Galleria degli Uffizi di Firenze ha inaugurato le nuove sale dedicate alla pittura del Cinquecento, "un vero e proprio museo nel museo", ha spiegato il direttore Eike Schmidt. E se la "Venere di Urbino" di Tiziano è il capolavoro più rappresentativo, nei nuovi spazi museali i visitatori possono ammirare le opere dei maggiori pittori veneti e fiorentini dell'epoca, per un totale di 105 dipinti della collezione medicea, in sale attentamente allestite al fine di esaltarne la fruibilità: Bronzino, Tintoretto, Lorenzo Lotto, Veronese sono alcuni dei maestri presenti. Il percorso artistico si snoda al primo piano per quattordici sale, per un totale di 1100 metri quadrati e circa un terzo delle opere esposte erano finora conservate nei depositi del museo. Secolo d'oro - Il Cinquecento è per definizione il secolo d’oro della pittura italiana, non solo di quella fiorentina, si affermano altri centri culturali per contendere il primato artistico e tra questi spicca Venezia. Per completare il nuovo allestimento c'è voluto un anno di lavori e un investimento di 600 mila euro. Speciali vetri antisfondamento proteggono le opere, ma garantiscono anche la stabilità climatica; i colori delle pareti sono stesi secondo antichi metodi: il verde, ripreso anche dai tendaggi e dai rivestimenti, accompagna le sale della pittura veneta e per la scuola toscana è stato scelto il grigio scuro, che richiama la pietra serena dell'architettura degli Uffizi. Venere - Nella sala appositamente dedicata la Venere di Urbino è affiancata a destra dalla "Flora", sempre di Tiziano, e dalla "Fornarina" di Sebastiano del Piombo. Su questo lato è stata aperta una finestra sull'Arno, con una vista mozzafiato sul fiume e sulle colline a sud della città, con l'idea di ristabilire il contatto della Galleria e il suo contesto urbano. La monumentale sala del Pilastro, ambiente con richiami a una chiesa a pianta centrale, raccoglie grandi pale d'altare del periodo della Controriforma. I visitatori vi possono ammirare di nuovo, dopo dieci anni di permanenza in deposito, la "Madonna del Popolo" di Federico Barocci, capolavoro di grandi dimensioni del maestro urbinate, che venne acquistato dal granduca Pietro Leopoldo. Angeli ribelli - Le stanze vicine sono state allestite come 'studioli', prevalentemente con opere di piccole dimensioni, tutte visibili nel dettaglio apprezzando ogni pennellata. Torna visibile anche la portentosa "Caduta degli Angeli ribelli" di Andrea Commodi, bozzetto preparatorio per l'affresco, mai eseguito, nella cappella di Papa Paolo V Borghese - in quello che oggi è il palazzo del Quirinale -, con il quale il pittore fiorentino voleva confrontarsi direttamente con il "Giudizio Universale" di Michelangelo della Cappella Sistina. Vi è infine la zona dedicata alle Dinastie, dove spiccano i ritratti dei Medici di Bronzino, tra i quali la famosa "Eleonora da Toledo con il figlio Giovanni".
(foto dal sito uffizi.it)

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