"Goodbye Unesco", Israele e Usa lasciano l'agenzia Onu

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"Goodbye Unesco", Israele e Stati Uniti lasciano l'agenzia delle Nazioni Unite creata per promuovere la pace e la comprensione tra le nazioni attraverso l'istruzione, la scienza, la cultura e la comunicazione, con sede a Parigi. Secondo Gerusalemme e Washington, che avevano annunciato nel 2017 la decisione entrata formalmente in vigore con l'inizio dell'anno, la causa è il "persistente pregiudizio anti-Israele" nelle misure adottate negli ultimi anni dall'organizzazione. L'agenzia è conosciuta soprattutto per il suo programma di tutela dei "patrimoni mondiali dell'umanità", ma ha anche il compito di promuovere il rispetto universale per la giustizia, lo stato di diritto, i diritti umani e le libertà fondamentali. "Sfortunatamente - si sottolinea dal ministero degli Esteri dello Stato ebraico - l'Unesco ha adottato una discriminazione sistematica contro Israele ed è stata usata per riscrivere la storia da parte di persone che odiano il popolo ebraico e lo Stato di Israele". Nel 2011 l'Assemblea generale dell'Unesco ha accettato l'adesione a pieno titolo della Palestina, determinando un forte attrito con Usa e Israele, che bloccarono i loro finanziamenti. Da allora l'Unesco ha messo ripetutamente in discussione le azioni di Israele nei Territori palestinesi e poi la risoluzione del 2016 sui siti santi di Gerusalemme e quella del 2017, che ha designato la Tomba dei Patriarchi di Hebron in Cisgiordania come Patrimonio dell'umanità solo dello Stato palestinese, sono state le gocce che hanno fatto traboccare il vaso. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha affermato: "Dire che Israele non ha alcun legame con il Monte del Tempio a Gerusalemme è come dire che la Cina non ha alcun legame con la Grande Muraglia o che l'Egitto non ha alcun collegamento con le piramidi". L'arrivo alla guida dell'Unesco nel 2017 del nuovo direttore generale Audrey Azoulay, ex ministro della Cultura in Francia con il presidente Hollande e proveniente da una famiglia ebraica marocchina, ha portato a smussare i toni in chiave diplomatica, ma non è bastato a determinare un ripensamento da parte di Gerusalemme e Washington. In Israele sono presenti nove siti Patrimonio dell'umanità, tra cui i Giardini pensili Bahai di Haifa, la fortezza di Masada vicino al Mar Morto e la Città Bianca a Tel Aviv, che continueranno a essere preservati secondo il dettato della World Heritage Convention. La Città Vecchia di Gerusalemme est è elencata tra i siti senza specificazione dell'appartenenza territoriale.

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