Il museo di Anna Frank ad Amsterdam si rinnova. Aiutare giovani a capire orrore della Shoah

. Cultura

Il museo di Anna Frank, nella casa di Amsterdam dove la ragazzina ebrea trovò rifugio con la famiglia prima di essere catturata dai nazisti, si rinnova per informare e coinvolgere le nuove generazioni di visitatori. La casa/museo a Prinsengracht 263 attira oltre un milione di visitatori ogni anno, ma molto spesso soprattutto i più giovani non conoscono il contesto storico della storia di Anna, vero simbolo dell'umanità travolta dagli orrori dell'Olocausto. Così, dopo due anni di lavori, il museo si presenta al pubblico con un nuovo look, che offre un significativo background e attività educative per mantenere viva la storia di Anna, resa famosa nel mondo grazie al diario scritto dalla giovane studentessa. L'obiettivo è di incoraggiare la riflessione, mostrare ciò che è accaduto durante l'oppressione nazista, ma anche indagare su come sia stato possibile. "Ricordare la storia, pensare alla storia e reagire alla storia sono i tre momenti che continuano a guidare il nostro lavoro", spiega Ronald Leopold, direttore della Fondazione Anna Frank. Il nascondiglio segreto, celato dietro una dietro una libreria, dove Anna e la sua famiglia vissero per due anni prima di essere traditi, è rimasto inalterato. Lì, nello snodo cruciale del museo, la tecnologia si ferma, l'audio-guida si spegne e restano il silenzio e il raccoglimento. La Gestapo e le SS fecero irruzione nel nascondiglio nell'agosto del 1944, la famiglia Frank fu inviata al campo di concentramento di Auschwitz sull'ultimo treno in partenza dall'Olanda. Anna morì di tifo nel campo di sterminio di Bergen-Belsen, solo due mesi prima che gli alleati liberassero il lager. L'unico a sopravvivere della famiglia fu il padre Otto, che curò la pubblicazione nel 1947 del "Diario di Anna Frank". Il libro, tradotto in oltre 60 lingue e venduto in oltre 30 milioni di copie, è stato inserito nel 2009 dall'Unesco nell'Elenco delle Memorie del mondo.

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