"Viaggio nella vita", l'ultimo libro di Roberto Tumbarello e l'invito ai giovani "Ricominciate a sognare"

. Cultura

Sta per uscire per i tipi  Armando editore l'ultimo libro di Roberto Tumbarello, "Viaggio nella vita-Storia di un grande amore" (euro 14). Un libro rivolto soprattutto ai giovani, perché si riapproprino del futuro che gli è stato sottratto e ricomincino a sognare. Un’utile lettura anche per genitori e insegnanti. È un saggio di costume pieno di aneddoti sul miracolo dell’esistenza, che diamo per scontato e che, quindi, non apprezziamo come dovremmo. La vita è meravigliosa - spiega Tumbarello - e contiene tutti gli ingredienti per renderci felici. Svegliarsi la mattina è una gioia immensa per chiunque, anche se in condizioni disagiate e persino su una sedia a rotelle. Sono amicizia, solidarietà, dialogo e cultura i veri ingredienti della gioia di vivere, che molti stoltamente cercano nel denaro, nella visibilità e nel sesso.Con una prosa sempre fluida e gradevole, racconti ameni e intriganti, Tumbarello ricorda alcuni episodi della sua vita, tristi e divertenti, spesso commoventi, sempre educativi. Dimostra, così, che arroganza, ingordigia, gelosia e prepotenza annullano le doti che possediamo e impoveriscono il prezioso dono di vivere. Pur essendo essenzialmente laico, il libro rivela una devozione per Madre Teresa di Calcutta e Giovanni Paolo II. I due santi insegnarono all'Autore che la vita deve essere il grande amore di ognuno. Lui l’ha molto amata, e leggendo il libro si capisce che ne è ancora innamorato. "Frastornati e influenzati da una società protesa solo a fare quattrini, a emergere sugli altri, a oziare e vegetare, a corrompere e delinquere - scrive Tumbarello - purtroppo anche i ragazzi dall’indole buona, che sono cresciuti in ambienti dai sani principi e hanno ricevuto un’educazione esemplare finiscono col deviare per emulazione, per non essere da meno degli altri, o semplicemente per far parte del gruppo. Ecco perché la società va di male in peggio, l’ingiustizia dilaga e la miseria, di cui avevamo un lontano ricordo, torna a espandersi e colpire gli strati più deboli....Affascina di più la tentazione, come pure la maldicenza e la cattiveria. Non esiste più un San Giorgio che sconfigge il drago, né un Golia che prevale sul gigante. Vince il più prepotente, e chiunque può esserne vittima. Non può continuare così. Il terrorismo è solo il barlume della tragedia che, senza un totale ravvedimento, attende l’umanità. Si va verso l’estinzione della specie, per di più con tanta sofferenza. Eppure abbiamo raggiunto un livello di evoluzione scientifica e tecnologica elevatissimo. Ci vantiamo di vivere in libertà e democrazia. Però, i diritti non sono uguali per tutti. C’è chi ha solo doveri. Mai s’era vista una tale lascivia di costumi, tanta immoralità e soprattutto indifferenza. Perché, essendo il traguardo da raggiungere solo l’effi-mero e inutile piacere fisico, nessuno si scandalizza più per ciò che accade. Abbiamo fatto l’abitudine a tutto. Che gusto c’è a vivere così? Si passa da un letto all’altro. Si ruba il pane del vicino. Non ci si aiuta più l’un l’altro. Non esistono sentimenti. Non si sa che cosa sia l’ amore. Si muore in tenera età sulle strade o di droga, di violenza o di cattiveria, di invidia, spesso solo di stupidità. E nessuno interviene. Eppure in casa ci sono altrettanti genitori che muoiono, poi, di dolore. Questo libro è rivolto ai giovani, cui appartengono la vita e il futuro, che gli è stato sottratto. Debbono riprenderselo, contestando e contrastando l’odierno andazzo, per poter vivere in serenità e anche felici, orgogliosi di essere al mondo, per godere dei propri figli. Impossessandosi della loro vita, non saranno più costretti a emigrare per trovare lavoro. Sono convinto che gli aneddoti contengono una morale convincente, ma soprattutto una rivelazione. Non è necessario cercare il piacere a tutti i costi. La vita in se stessa ne contiene di sublimi e molto più eccitanti. Il traguardo di ognuno deve essere il godimento della vita". Roberto Tumbarello, giornalista professionista, laureato in Giurisprudenza, ha tre figli e sei nipoti. Medaglia “pro merito” del Consiglio d’Europa, di cui è stato per 26 anni portavoce in Italia, è esperto in Comunicazione e Diritti umani. È stato inviato speciale di quotidiani e settimanali a vasta tiratura. Molto vicino a Sandro Pertini e a Papa Woytila, ha chiuso la carriera come direttore del “Giornale di Napoli”. Tra le sue ultime pubblicazioni: Gesù era di destra o di sinistra? (2000, 2009); Si salvi chi può (2012) e, nelle edizioni Armando, O la borsa o la vita (2014).

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