Fine vita, morto Lambert simbolo in Francia. Battaglia su legge in Italia

. Cronaca

Vincent Lambert, il paziente tetraplegico in stato vegetativo da oltre 10 anni diventato il simbolo del dibattito sul fine vita in Francia, è morto. Dopo una lunga serie di controversie legali, che avevano coinvolto i familiari del 43enne rimasto vittima di un incidente stradale nel 2008, la Corte di Cassazione francese aveva stabilito una settimana fa lo stop ai trattamenti medici, all'alimentazione e idratazione. Vegetativo La notizia del decesso è stata data dalla famiglia questa mattina. La moglie di Vincent, Rachel, aveva espresso la convinzione che l'uomo, padre di una bambina nata qualche mese prima del tragico incidente, non avrebbe voluto vivere in stato vegetativo, ma i genitori si sono sempre opposti alla sospensione delle cure, fin dal 2013, quando ci fu una prima interruzione seguita dal ripristino dei trattamenti dopo un ricorso in tribunale. Sedazione Il paziente era stato sottoposto da parte dello staff medico dell'ospedale Ospedale universitario di Reims, nel nord-est della Francia, in stato di sedazione profonda continuativa. I genitori di Lambert, ferventi cattolici, si era rivolti alla Corte europea per i diritti dell'uomo e alle Nazioni Unite per impedire l'eutanasia nei confronti del figlio, sostenendo affranti: "Vincent non è un vegetale". Gli avvocati hanno minacciato di presentare denuncia per "omicidio premeditato" nei confronti dei medici che avessero provveduto alla sospensione dei trattamenti. Per i sanitari, tuttavia, i danni cerebrali subiti dall'uomo erano irreversibili. La moglie Rachel e i fratelli del paziente hanno così sostenuto con altrettanta decisione la strada concordata con i medici, che si è mossa nell'ambito della legislazione francese sul fine vita, che esclude l'eutanasia, ma autorizza per i malati terminali la sedazione profonda. Dj Fabo In Italia prosegue, contrastato e tra i rinvii, l'esame da parte della Camera della nuova legge sul fine vita, dopo che lo scorso ottobre la Corte costituzionale aveva richiamato il Parlamento a colmare il vuoto normativo in materia. In assenza di un intervento legislativo entro il termine di un anno, sarà la stessa Consulta a fine settembre a dover decidere sulla vicenda giudiziaria di Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, che rischia fino a 12 anni di carcere per aver accompagnato dj Fabo a morire in Svizzera. Sul fronte del no all'eutanasia è impegnato il mondo cattolico, che in Parlamento può contare sul sostegno della Lega. In un tweet dal profilo Pontifex, Papa Francesco ha scritto: "Preghiamo per i malati che sono abbandonati e lasciati morire. Una società è umana se tutela la vita, ogni vita, dall'inizio al suo termine naturale, senza scegliere chi è degno o meno di vivere. I medici servano la vita, non la tolgano".

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